Senza via d’uscita

Così scopriamo che in politica non c’è limite al senso della decenza, all’arroganza, alla sfacciataggine.
Al di là delle urla facili e degli ancor più facili proclami, era ovvio come non si potesse andare direttamente al voto, che servisse un governo di transizione in grado di sbrogliare la matassa e condurre in tempi brevi il paese alle urne. E come Mattarella, nel corto circuito in cui è precipitata la politica italiana, avesse margini di manovra molto più che ristretti, praticamente nulli.
Ma il governo di cui c’era bisogno assoluto doveva essere leggero, snello, lontano da strepiti e personalismi. E Gentiloni, si badi bene, poteva essere la persona giusta per accollarsi un onere così complesso e delicato.
Poi però è arrivata la lista dei suoi ministri. E abbiamo scoperto un governo che è l’esatto contrario di quel che l’Italia aveva bisogno, l’esatto contrario del più elementare buonsenso. Un governo, se possibile, a impronta più renziana dello stesso governo Renzi, dove i ministri chiave sono tutti confermati e i fedelissimi dell’ex premier avanzano di grado.
Scelte che francamente sconcertano, tutte quante, nessuna esclusa.
La “promozione” della Boschi è molto più che assurda e immotivata. È una provocazione in piena regola, una clamorosa e sprezzante mancanza di rispetto verso venti milioni di italiani che hanno bocciato la riforma che porta non solo il suo nome, ma il marchio più evidente di tutto il suo operato politico in tre anni di governo. Un passo indietro non sarebbe stato soltanto logico, ma politicamente inevitabile.
E incomprensibile suona lo spostamento agli esteri di Alfano, le cui competenze in materia sono pressoché nulle, in un momento in cui proprio gli affari esteri sono indicati da ogni parte come uno dei principali e più delicati nodi da sciogliere prima di tornare al voto.
E poi la legge elettorale, la madre di tutti gli attuali problemi politici del nostro paese. Ecco, il “volto nuovo” chiamato a risolvere l’impossibile patata bollente è quello della Finocchiaro. Una scelta assurda, una colossale presa in giro. La Finocchiaro, ovvero la persona che per tre anni ha lavorato all’ombra della Boschi, la persona che nella sua trentennale carriera politica ha attraversato con vergognosa disinvoltura tutte le correnti del centrosinistra: dalemiana doc ai tempi di D’Alema, poi veltroniana di ferro con Veltroni, quindi bersaniana e infine, oggi, pasionaria renziana. Un capolavoro.
Dall’altra parte le opposizioni, che di certo non sono immacolate né aliene da colpe. Anzi. Siamo nella classica situazioni in cui tutti hanno un alibi e di conseguenza tutti sono colpevoli.
Ma di sicuro il PD, sponda renziana, è molto più che colpevole. Con questa sconsiderata dimostrazione di forza, con questo assurdo mostrare i muscoli, con questa ennesima prova di presunzione e arroganza, non aiutano certo il paese.
C’era bisogno di responsabilità e buonsenso. Hanno invece trasformato il parlamento, e l’Italia, in una polveriera.
Complimenti.

#resistenzeRiccardoLestini

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