Film effettivamente stronzi

microrecensioni in una manciata di righe – terza parte

PINOCCHIO (di Benigni)
Da un pezzo di legno viene fuori un tizio di cinquant’anni suonati che per tutta la durata del film, parlando in un falsetto insopportabile, prova a convincerti che è un bambino. Un burattino che vuol diventare bambino, per la precisione. A fargli da balia, un’altra cinquantenne coi denti gialli che, inspiegabilmente, chiamano “fatina”.
Il film più costoso della storia del cinema italiano.
Da quel giorno negli studi di Cinecittà si aggira il fantasma di Federico Fellini, più incazzato di quello del babbo di Amleto.

BASIC ISTINCT
Storia di un’assassina bisessuale che scrive libri in cui racconta, per filo e per segno, chi ammazzerà e come lo ammazzerà.
Si salva da una condanna certa (effettivamente mancava solo il comunicato stampa con data e ora) perché non porta le mutande e la visione della sua passera manda nel pallone l’intero corpo di polizia.
Tira più un pelo di f….

I GOONIES
Quattro bambini urlano ininterrottamente per centoventi minuti di film.
Siccome nessuno dei quattro è tuo figlio, non si capisce perché dovresti sopportare una simile tortura.

L’ASSEDIO
Storia di come il regista, ovvero Bernardo Bertolucci, sia bravo, ma proprio bravo, bravissimo. Il più bravo di tutti. Per questo ogni inquadratura mostra un virtuosismo mirabolante, una perfezione tecnica strabiliante.
Il che accade in tutti i film di Bertolucci. Solo che in questo il maestro Bernardo si è dimenticato di metterci una trama.
Capita, quando si è bravi, bravissimi, i più bravi…

… e chiudiamo la rassegna con due perle assolutamente fuori concorso… oggi più o meno introvabili ma, si sa, le vie dello streaming sono infinite….

LIQUIRIZIA
Tragica commedia del filone adolescenzial-sentimental-liceal-sessual scritta e diretta da Salvatore Semperi (quello del cult “Malizia” con la Antonelli). La messa in scena di una recita scolastica (che poi è un incomprensibile miscuglio di Shakespeare, Eduardo, Petrolini, Pirandello e il varietà, con tanto di dialetti romano e napoletano e con tutto che il film è ambientato a Padova), è lo sfondo per mostrare un branco di maschi adolescenti (tra cui un Christian De Sica praticamente minorenne) arrapati come conigli nani e un branco di femmine adolescenti (tra cui spicca, per forme, Carmen Russo) che inspiegabilmente vanno in giro seminude dalla mattina alla sera, a scuola, a teatro e al bar. In mezzo a loro, non si sa perché, la mamma bonazza di uno di loro, ovviamente interpretata da Barbara Bouchet e che, in un delirio finale di oltraggio alle più elementari logiche narrative, si concede al regista della recita, anch’esso adolescente.
Il film si chiama così perché nell’inquadratura finale, dopo un tripudio di sessismi, razzismi, ragazzine nude e morte del cinema, una comparsa mai vista prima ciuccia liquirizia. In un primo piano agghiacciante.

I VIZI MORBOSI DI UNA GOVERNANTE
Terrificante, assurdo e impossibile thriller porno soft di fine anni ’70, dove il numero di truculenze è direttamente proporzionale a quello del sesso. Ogni due squartamenti infatti, vengono mostrati quattro amplessi, otto culi e sedici paia di tette.
In ogni caso è un thriller.
L’unico thriller in cui il nome dell’assassina lo svela già il titolo.
Chapeau.

… e con questo, la nostra carrellata di film stronzi, per ora, si ferma.
Ma di film stronzi è pieno il mondo, e in un futuro torneremo a parlarne.
Finiscono anche, per il momento, i deliri del martedì, quei deliri che vi tengono compagnia da fine agosto. Per ora vanno in ferie. Poi, forse, in tarda primavera, torneranno tra noi…

Intanto, buone feste a tutti quanti!

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