Il ritorno di Tiz

Quest’uomo che vedete in foto si chiama Tiziano Sclavi ed è uno scrittore.

Un grande scrittore. Autore di alcuni romanzi importanti e ingiustamente ignorati. Alcuni di questi sono più o meno riconducibili a quei generi che siamo soliti chiamare “horror” e “thriller”, anche se in realtà sono molto, molto di più. Ad esempio “Dellamorte Dellamore”, che secondo noi è il suo capolavoro, in teoria sarebbe un romanzo sui morti viventi, in realtà è uno struggente apologo sulla solitudine dell’uomo contemporaneo e sull’impossibilità a essere diversi nella società in cui viviamo. Oppure gli straordinari racconti – disperati, affamati, splendidi – della raccolta “Sogni di sangue”, o ancora i voli pindarici straordinariamente surreali e grotteschi di “Tre” e “Nero”.

Tra le altre cose, nel bel mezzo degli anni ’80, ha inventato uno dei più grandi fumetti d’autore del secolo: Dylan Dog, che lo ha reso – giustamente – molto più che famoso, anche se – caso praticamente unico nell’Italia contemporanea – essendo allergico a riflettori e ribalta, pensando che per uno scrittore parlano già abbastanza le sue storie, proprio il grande successo ha coinciso con il suo ritiro nel privato. Poche interviste, mai in televisione, parole elargite col contagocce e sempre e solo quando aveva qualcosa da dire.

Ma oggi non parliamo di Sclavi, Tiz per gli amici, per ripercorrere la sua biografia.

Ma perché per molti anni non ha scritto non solo episodi del suo Dylan Dog, ma nemmeno una riga per qualsiasi altra cosa. Una terribile depressione che pareva non avere fine e che, in momenti particolarmente brutti, lo aveva portato a dubitare del suo stesso essere scrittore.

Poi, per fortuna, la luce.

Questo mese, dopo nove anni, Tiz è tornato. Con un nuovo episodio della sua creatura più famosa. L’albo di Dylan Dog di novembre che torna ad avere la sua firma e che, emblematicamente, si intitola DOPO UN LUNGO SILENZIO, con una copertina interamente bianca e altrettanto emblematica.

Ora, se io fossi un blogger serio, vi farei una recensione di questo episodio di Dylan Dog.

Ma io non sono un blogger serio. Io scrivo per strappi e, soprattutto, per emozioni. E mi ha emozionato molto rivedere il nome di Sclavi sulla prima tavola dell’albo mensile e riconoscere il suo tratto distintivo già nelle primissime pagine.

E mi ha emozionato questa storia di un grande scrittore che dopo nove anni di silenzio trova forza e coraggio per tornare.

Il resto, nella mia poca serietà, mi sembra roba molto meno importante e molto più che trascurabile…

Un’ultima cosa però: quest’albo, compratelo.

Compratelo ed emozionatevi.

Grazie Tiz…

#storieRiccardoLestini

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *