“Elettrochoc”… ovvero: apoteosi della “canzone stronza”

ELETTROSHOC”… OVVERO: L’APOTEOSI DELLA “CANZONE STRONZA”

Dicesi “canzone stronza” un brano musicale che non ha assolutamente ragione di esistere, una follia pura, insensata, talmente assurdo da essere una specie di capolavoro assoluto e indiscutibile, sfuggente e inclassificabile, potente e traumatizzante.

Di simili perle, ultimamente, non se ne fanno più.

Oggi, che viviamo tempi banali, c’è solo un continuo sfornare di semplici “brutte canzoni”, che hanno caratteristiche del tutto diverse dalle “canzoni stronze”.

Esse – le canzoni stronze – abbondavano non a caso negli anni ’80, tempi altrettanto insensati, puramente folli, assurdi, senza alcun ragion di essere di cui questi pezzi sconsiderati erano lo specchio più fedele.

E tra tutte le canzoni stronze di cui ho conoscenza (e sono tante), la più stronza, la più assoluta, l’essenza stessa, l’apoteosi massima della stronzaggine in musica è “Elettoshoc”, scritta, musicata ed eseguita dai Matia Bazar, album “Tango”, anno 1983 di Nostro Signore.

Molti di voi sicuramente se la ricordano. E ne sono rimasti senz’altro toccati, sconvolti, allucinati.

Altri l’hanno altrettanto sicuramente ascoltata ma poi, giustamente, hanno voluto dimenticare (anche se quei traumi incancellabili sedimentati nell’incoscio più profondo sì, sono dovuti proprio all’ascolto di questa canzone, anche se non lo ricordate più).

Altri ancora – per loro fortuna troppo giovani – sono sfuggiti agli anni ’80 e sono sfuggiti a “Elettroshock”.

A tutti – nessuno escluso tranne i cardiopatici – consiglio vivamente di ascoltarla o ri-ascoltarla. Ovviamente con le dovute cautele, vale a dire: non ascoltarla a stomaco vuoto, non ascoltarla in macchina, non ascoltarla da soli e in ogni caso MAI dopo la mezzanotte, non ascoltarla quando si è esposti a forti fonti di luce per un tempo prolungato e, soprattutto, dopo l’ascolto non assumere alcolici per almeno dodici ore.

Infine, per prevenire ulteriori effetti collaterali, vi invito a leggere le quattro righe che seguono, come indispensabile rito preparatorio, per – diciamo così – ascoltarla con consapevolezza critica e prudenza (ascoltare il brano senza le dovute premesse e con incoscienza può avere conseguenze letali).

Parliamo del testo, poiché è nel testo che si trova tutta la somma stronzaggine della canzone.

Primo verso: “Cinzia said…” e tu subito pensi ah ok, una canzone che mescola più lingue, un ‘pastiche’ linguistico.

Prosegue: “vorrei cambiare il mio vestito che, vecchio ormai, non mi sta bene più su”.

Quindi, punto primo: nessuna mescolanza linguistica, di termini anglofoni c’è solo ‘said’, il resto è tutto in italiano.

Punto secondo: la costruzione grammaticale è quanto meno azzardata (‘non mi sta bene più su’ è un delirio sintattico che manco Gadda avrebbe osato nemmeno pensato).

Punto terzo: in ogni caso, c’è questa Cinzia che vuol cambiare vestito… quindi andiamo avanti e vediamo dov’è che va a parare sta storia: “Tony said…” (e ridaje co’ sto said…) “il pesce ha un gusto strano che non so…” (eh??? il pesce?? di che pesce stai parlando Tony?? e soprattutto tu, Tony, chi cazzo saresti?? che fine ha fatto Cinzia col suo vestito??) “ma perché se è rombo e non quadrato…”. Stop, fermi tutti. No, non avete capito male, lo ha detto veramente. Ha veramente detto, riferendosi al pesce, “se è rombo e non quadrato”… quindi lasciatemelo dire, anzi lasciatemelo urlare: CAPOLAVORO!!

Capolavoro, soprattutto per il seguito: “e gli invitati poi così…” (gli invitati?? invitati dove, a cosa??? dove cazzo siamo e dove cazzo è finita Cinzia??) “finirono col loro bel caffè” (eh?? aiuto… e il pesce, il rombo, Tony, Cinzia…. aiutoooo).

E se a questo spunto sperate se non proprio in una spiegazione almeno in un minimo appiglio alla più elementare razionalità, vi sbagliate. E pure di grosso, perché ora parte il ritornello, ovvero un delirio senz’altro da aggiungere: “elettroshock perché guarda come sei” (ma a chi?? a chi fanno l’elettroshoc?? a Tony o a Cinzia?? oppure a tutti gli invitati?? o peggio ancora al pesce??) “un altro choc per quello che non farai, elletrochoc tu non parli più, un altro choc se agli altri non va giù”.

Se siete indomiti e tenaci, e dopo questo ritornello state ancora inseguendo il senso, desistete: rischiate seriamente di finire come il povero Syd Barret.

Continuiamo: “Flossy said…”. Stop, fermi tutti di nuovi: a parte il fatto che ok, del senso ce ne freghiamo, ma che cazzo di senso ha sto said??? E soprattutto: che cazzo di nome è Flossy??

Vorrei andare al mare ad Hollywood” (mmm… ok Flossy, sogno legittimo… ma c’è il mare ad Hollywood???) “ma perché sia rosso e non così blu” (mmm… mmmm…. Flossy???? che cazzo stai dicendo????).

E ancora: “Johnny said…” (sì, vi capisco, anche a me ormai said sta più sui coglioni di Salvini) “lasciatemi quietare per un po’” (e con una canzone simile come si fa a quietarsi???) “nuotar nel mar rosso non si può più” (ma il mar rosso proprio quello lì??? ma non eravamo ad Hollywood??) “e tutti gli altri” (tutti gli altri?? cioè Cinzia, Tony, gli invitati e soprattutto il simpatico Flossy??) “lasciarono le sedie intorno a lui e Johnny no, svegliarsi lui non può ormai…”. E poi via di ritornello… ma quindi: Johnny è morto? E chi l’ha ucciso? Quello stronzo di Tony che sparava puttanate sul pesce rombo? Mica sarà stato il frizzante Flossy?

Chissà.

Misteri d’Italia.

Voi ascoltatela. Poi traete le vostre conclusioni… e soprattutto chiedetevi: quando ci decidiamo a togliere dalle antologie scolastiche il capitolo sul futurismo e lo sostituiamo con questo testo??

#ognimartedìpeggioro

#ilmioanalistacomunquedicediscriverlesterobequa

#rivoluzionileninistefalliteedanniirreversibiliallapsiche

#universiRiccardoLestini

4 thoughts on ““Elettrochoc”… ovvero: apoteosi della “canzone stronza”

  • 25/09/2019 at 06:06
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    Forse ti è sfuggito che è una canzone di protesta contro l’elettroshock che eseguivano nei manicomi. Le frasi insensate sono attribuite ai matti che vi domiciliavano …
    Mai letto un articolo più insensato di questo. Vergognati.

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    • 13/10/2019 at 21:08
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      Ripeto, è pura ironia. In questa rubrica mi diverto senza alcuna ferocia o cattiveria a ridere di testi e canzoni particolari che, come ho già ripetuto, adoro.
      Grazie.

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  • 26/09/2019 at 13:16
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    Ma come è possibile ergersi ad artista e mente colta insultando e deridendo uno dei capolavori dei Matia Bazar senza comprenderne il significato?

    La canzone “Elettrochock” cantata da Antonella Ruggiero è di protesta contro quella tortura insensata che si praticava nei manicomi…
    https://youtu.be/kgNEXT_kq-Y
    Si focalizza sugli stravaganti monologhi che gli ospiti del manicomio erano soliti blaterare.
    La Ruggiero cita Tony, Cinzia, Flossy e Johnny che hanno subito l’elettrochock solo perché pensavano o desideravano in maniera differente … altri l’hanno subito per un’insensata precauzione.

    E costui che si bea di titoli accademici e doti artistiche indiscusse non solo sfugge al vero significato della canzone ma la deride e giudica sconsiderata con disprezzo.
    http://www.riccardolestini.it/…/elettrochoc-ovvero-apoteos…/

    Non dimentichiamo che Tony diceva (said) pacificamente che desiderava solo andare al mare ad Hollywood (un mare rosso follemente immaginato)… ma per tutta risposta gli diedero la scossa al cervello!!

    Caro Lestini hai toppato …
    Che Antonella ti perdoni 😒 .
    http://www.riccardolestini.it/…/elettrochoc-ovvero-apoteos…/

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    • 13/10/2019 at 21:07
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      io adoro i Matia Bazar e adoro Antonella Ruggiero… adoro anche, e soprattutto, Elettrochoc…
      è pura ironia… tra l’altro, ironia assolutamente innocua e totalmente priva di cattiveria, figuriamoci di disprezzo…
      ironia che, tra l’altro, la Ruggiero, lungi dal perdonarmi, ha colto in pieno

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