Dissidenza e coraggio

Lui si chiama Ai Weiwei ed è un artista, designer e un infaticabile attivista per i diritti umani.
Nel 2009, nel suo seguitissimo blog, pubblicò i nomi dei CINQUEMILA BAMBINI CINESI MORTI sotto le macerie degli edifici scolastici di Sichuan crollati sotto le scosse di un potentissimo terremoto, accusando direttamente le autorità di aver costruito quegli edifici con materiali scadenti.

La reazione del governo cinese fu, manco a dirlo, durissima.
Lo studio da lui costruito a Shangai (e trasformato in area di esposizione e incontro per artisti) fu demolito, mentre nel 2011 l’artista è stato arrestato e DETENUTO IN UNA LOCALITA’ SEGRETA per 81 giorni, senza che il governo abbia mai fornito – durante tutta la detenzione – notizie sulle sue condizioni.
Liberato su cauzione, da quel giorno è tenuto costantemente sotto controllo dalle autorità.

Da domani 23 settembre fino al prossimo 22 gennaio a Firenze, nella storica e meravigliosa cornice di Palazzo Strozzi, una mostra ospiterà una mostra con tutte le principali opere di questo straordinario artista, una delle voci dissidente più importanti dell’arte contemporanea.
Un simbolo vivente della libertà d’espressione, della denuncia dei lati più oscuri e torbidi del potere, cinese e mondiale (celeberrime, e fantastiche, le sue opere sui migranti, che non ha esitato a definire “eroi contemporanei”).

Per una volta, Firenze non sarà la culla del Rinascimento.
Ma la splendida vetrina per un’altrettanto splendida voce libera.
Venite alla mostra.
Venite, pensate, liberatevi…

#storieRiccardoLestini

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