Cartoni animati giapponesi stronzi

CARTONI ANIMATI GIAPPONESI STRONZI

È assolutamente fuori discussione che, dopo la scoperta dell’America, la rivoluzione Francese e la caduta del muro di Berlino, l’evento che ha maggiormente scosso e segnato la storia dell’Occidente, sia stato l’avvento dei cartoni animati giapponesi nei palinsesti televisivi.

Nella vita di tutti noi, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza di tutti noi, c’è un “pre” e un “post” manga, inutile negarlo.

Perciò non ci metteremo certo, con questo articoletto, a fare i puzzoni intellettuali e a negare o addirittura a ridimensionare l’importanza dei cartoni animati giapponesi.

Non sia mai.

Quel che vogliamo dire semmai è che, nonostante questo, ogni tanto, magari loro malgrado, magari per problemi di traduzione o di trasposizione dal fumetto al cortone, oppure proprio per qualche eccessiva “audacia” nella trama, sti cazzo di cartoni animati giapponesi un po’ stronzi a volte lo sono stati. A volte proprio parecchio stronzi. Parecchissimo stronzi. E più che segnare la nostra infanzia e la nostra adolescenza, le hanno proprio trumatizzate. Di brutto. Spesso in maniera irreversibile.

Cerchiamo di capire come con una rapida selezione (fatta esclusivamente in base al nostro gusto, alla nostra memoria e soprattutto ai nostri problemi mentali) di situazioni stronze, traumi fisici, morali e mentali generati e scaturiti dai cartoni animati giapponesi.

1.IL PROBLEMA DI HOLLY E BENJI

Fare la parodia di “Holly e Benji” è di moda ormai da diverso tempo, talmente di moda che prendere in giro sto cartone qua è diventato banale e scontato.

Soprattutto perché tutte le simpatiche prese per il culo del cartone animato dedicato al calcio insistono su quattro cose: la lunghezza indeterminata del campo (le stime più attendibili, studiando in maniera scientifica lo spostamento dei giocatori da una porta all’altra in rapporto alla durata delle puntate, parlano di circa 22 chilometri), il fatto che il campo avesse improvvise salite fino al 70/80% di pendenza, la durata biblica delle partite (per motivi assolutamente incomprensibili in una finale giocano QUATTRO tempi supplementari) e le distorsioni del pallone (calciato con effetto, diventa più ovale di una palla da rugby).

Ora però – lo dico soprattutto ai maschietti, a quei maschietti che come me, da bambini e da ragazzi, hanno giocato a pallone negli anni ’80 – guardiamoci tutti nelle palle degli occhi e diciamocelo una volta per tutte: sono assurdità presunte, perché nelle quattro cose elencate sopra, in realtà, non c’è niente di strano e niente di inverosimile. Infatti, alzi la mano chi non ha giocato infinite volte in piazzali di cemento dove, per passare da una porta all’altra, oltre agli avversari dovevi dribblare le auto posteggiate, i passanti, le auto in retromarcia, i ciclisti della domenica, lo spazzino. Quindi altro che 22 chilometri, altro che campo in salita! E alzi la mano anche chi non ha giocato infinite partite dalla durata illimitata, che iniziavano la mattina e finivano la sera (con tanto di pausa pranzo, merenda e cena), o magari finivano direttamente il giorno dopo… e altro che quattro supplementari! E infine… chi è che non ha mai giocato con un Super Tele o con un Tango sgonfio? Ecco, altro che traiettorie impossibili (primo caso), altro che pallone ovale (secondo caso)!

I problemi legati a “Holly e Benji” sono ben altri. Due in particolare:

TRAUMI MENTALI… ora questi stronzetti della New Team facevano le elementari e le medie come noi…. qualcuno mi vuole spiegare perché in Giappone i bambini delle elementari hanno gli stadi pieni che manco il Camp Nou per Barcellona-Real Madrid e tutte le televisioni collegate? Capite la frustrazione di noi bimbetti che giocavamo in campi sportivi pieni di buche, la domenica mattina, coi babbi che smadonnavano perché si dovevano svegliare presto e accompagnarci e, a vederci, c’erano sì e no dieci persone di cui otto addormentate e le altre due erano l’arbitro e il guardalinee?

TRAUMI FISICI… ma lo sapete quante persone sono finite all’ospedale cercando di rifare la CATAPULTA INFERNALE dei gemelli Derrick???

2.CHI CAZZO È SHIRO??

Tu sei l’autore e io lo spettatore. Quindi io accetto tutto, non è che voglio starti a dire cosa e come devi fare.

Però che cazzo, se tu mi chiami un’intera serie “Mila e Shiro” io mi aspetto che i protagonisti siano due, che la storia sia incentrata su due personaggi, un maschio e una femmina (che magari inciuciano anche, visto che il sottotitolo è “due cuori nella pallavolo”). O quanto meno, se il protagonista è solo uno dei due, che l’altro abbia un ruolo importante.

Ora, mi spiegate perché Shiro appare nella prima puntata e poi sparisce? Lo nominano sì e no altre tre volte, ricompare un altro paio di puntate ma sostanzialmente SPARISCE??

Chi cazzo è sto Shiro? E perché ha dato il nome a un cartone in cui non c’è mai??

3.CENTRO D’ASCOLTO REMI

Lasciando stare il suo rapporto quanto meno ambiguo con la scimmietta (su cui occorrerebbe fare un discorso a parte), mi volete spiegare, una buona volta, l’ASSURDA E GRATUITA CRUDELTA’ della trama di “Remì”??

Cioè, questo tizio sta per CINQUANTUNO PUNTATE a cercare la mamma… un’ossessione, uno strazio… alla cinquantunesima puntata la ritrova e alla puntata cinquantadue SE NE VA E LA ABBANDONA!!

Ma perché????

Ma voi avete idea di quanta gente ho conosciuto traumatizzata da questa storia?

Lo stato come minimo dovrebbe mettere a disposizione centri d’ascolto gratuiti per una generazione devastata dalla storia di “Remì”….

4.OCCHI DI GATTO E LA POLIZIA

Ci sono queste tre sorelle gnocche che più gnocche non si può (ma su questo aspetto si veda il punto successivo) dalla doppia vita: di giorno gestiscono un ristorante e di notte si trasformano in tre ladre ricercate dalla polizia di mezzo mondo.

Uno dei poliziotti che gli dà ossessivamente la caccia è, guarda caso, il fidanzato di una delle tre.

A parte il fatto che queste manco si mascherano (il travestimento consiste in tre tutine aderenti che non è che le nascondono, ma hanno come unico effetto quello di strizzargli all’inverosimile le tette rendendole per ovvie ragioni più visibili), come è possibile che NESSUNO, e SOPRATTUTTO IL FIDANZATO DI UNA DELLE TRE, LE RICONOSCA??

Io capisco che spesso la polizia non brilli per intelligenza e acume ma… come dire, non vi pare di avere un attimino esagerato??

5.TURBAMENTI SESSUALI

Diciamocelo francamente e senza indugi: i cartoni animati giapponesi sono colpevoli almeno dell’80% delle nostre perversioni più turpi e inconfessabili.

Anche per questo, lo Stato – o quanto meno gli autori di questi manga – dovrebbero pagarci l’analista. In rapida successione:

a)vi pare possibile vivere un’infanzia serena quando ti sciroppi un centinaio di puntate di LAMU’??? Santo cielo… Lamù, una storia completamente sconclusionata, senza capo né coda, dove l’unico straccio di trama è l’accanimento sadico di questa ALIENA che, sempre vestita di un MICRO BIKINI LEOPARDATO, perseguita un povero sfigatello sbaciucchiandolo e strusciandoglisi addosso ogni santa volta che la sua fidanzatina è distratta o non c’è??? Ma per la miseria, vi pare possibile???

b)delle tutine da ladre di Occhi di Gatto, abbiamo già detto…

c)Margot di Lupin… ecco, Margot di Lupin… no, non penso ci sia da aggiungere altro… avete capito.

d)per concludere, Georgie… GEORGIE!!!! Altro che analista, altro che centro d’ascolto… questo cartone è da DENUNCIA PENALE!

Voglio dire… inizi a guardarlo, e all’inizio c’è questa biondina che corre felice nei prati e ha semplicemente la sfiga di essere orfana e di avere una matrigna stronzissima. In sostanza, sembra la versione australiana di classici rimpastati, un po’ Heidi e un po’ Cenerentola.

Sembra, per l’appunto. Perché poi, vai avanti e da Heidi e Cenerentola ti ritrovi scaraventato nel bel mezzo di un bordello così torbido che manco il marchese De Sade avrebbe pensato: il figaccione Lowell che si stende ignudo come mamma l’ha fatto in mezzo all’erba e Georgie che lo guarda sbavando; Georgie che, dopo la visione, invece di correre felice nei prati si infratta giustamente in una grotta sotto il diluvio col figaccione di cui sopra; Georgie che, cacciata di casa, si finge uomo in una nave diretta a Londra e la scoprono strappandole la camicia e mostrando l’ignudo petto a tutti i marinai; Georgie che, sfanculata dal figaccione per motivi sociali, viene rimpallata dai due fratellastri che se la vogliono fare in tutti i versi….

NO DICO MA STIAMO SCHERZANDO????

L’elenco sarebbe ancora lungo, ma mi fermo qui.

Diamo un’utilità sociale a questo articolo: invece dei soliti commenti, contribuite, raccontate il vostro trauma da cartone animato giapponese, raccogliamo firme, presentiamo una petizione popolare, indiciamo un Referendum…

Chiediamo allo Stato un sacrosanto risarcimento danni!!!!

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