Ma Tiziano Ferro è un filosofo neoplatonico?

A noi intellettuali di sinistra Tiziano Ferro non piace. O meglio non piaceva.
Troppo nazionalpopolare, troppo dentro il sistema, mai speso per una battaglia sociale, nemmeno un’intervista in cui ci fa un culo così perché siamo indifferenti all’estinzione del babbuino angolano, mai nemmeno un duetto con De Gregori (che poi dico io, ‘zzo ci vuole a duettare con De Gregori? L’ha fatto pure Ron). E poi, per di più, troppo amato da quel genere di persone che a noi stanno sul culo.

Così, giusto perché farsi i cazzi propri è un atteggiamento tendenzialmente fascista, al suo inarrestabile successo abbiamo risposto satireggiandolo e prendendolo per il culo in ogni dove e a più non posso, come pochi altri cantanti prima di lui nella storia della musica.

Poi però si è cominciato a insinuare qua e là il dubbio che fosse gay.
E allora, nel dubbio, in via cautelativa, stop alla satira e alle prese per il culo.
Perché mica noi possiamo correre il rischio di fare satira su un gay. Dopo anni di lotte per i diritti civili non possiamo nemmeno contemplare il fatto che un gay possa essere stronzo o incapace.

Così a quel punto non è che ha iniziato a piacerci. Solo, nell’incertezza, siamo rimasti neutrali.
Ed è stato a quel punto, quando la nostra neutralità è stata metabolizzata quasi come quella svizzera, che Fabio Fazio lo ha sdoganato. E noi intellettuali di sinistra non è che possiamo smerdare o criticare Fabio Fazio così, a cuor leggero. Mica poi ci piace veramente, Fazio, ma per qualche strana ragione lo dobbiamo difendere. Più o meno da vent’anni.
In ogni caso lo ha sdoganato, lo ha portato a Rai Tre (Rai Tre!!!!) e lo ha fatto esibire in diretta in una versione delle “Passanti” di De André. Ora, porca troia, De André. Capito? De André! Che se ci metti le mani su De André, per noi intellettuali di sinistra, è come se a un mafioso gli tocchi la mamma: siamo capaci di scatenarti una guerra che, a confronto, i sit in e le battaglie a favore del vitello biologico e del pomodoro a chilometro zero sono scaramucce da due soldi.

Fatto sta che, però, sta versione delle “Passanti”, era proprio bella.
Forse, addirittura, la più bella della serata. Ma non l’abbiamo mica detto subito, mica ci potevamo permettere di pensare una cosa del genere così, con leggerezza, visto che quella sera si esibiva tutto l’establishment social-musicale e noi, che cazzo, alle gerarchie secolari, ci teniamo.
Per pensarlo e per dirlo, abbiamo aspettato ovviamente che uscisse allo scoperto Dipollina su Repubblica. Che per noi quando Dipollina parla e sentenzia è come quando la mamma al mare guardava l’orologio e con la testa faceva cenno che sì, le due ore erano passate e potevi tuffarti. È il segnale di via libera.
Così, se lo pensa Dipollina, possiamo pensarlo anche noi. E dalla neutralità siamo passati a dire che, comunque, Tiziano Ferro è un ottimo interprete.
Proprio così, “ottimo interprete”, espressione che usiamo e ricicliamo da anni per tutti quei cantanti che, nonostante non scrivano né cantino canzoni terzomondiste e nonostante siano ripetutamente assenti al concertone del Primo Maggio, è appurato che non sono di destra. Espressione che, via via negli anni, abbiamo affibbiato a gente del calibro di Mina, Gino Paoli e, con un po’ più di fatica, di Claudio Baglioni. E che, viceversa, non abbiamo MAI usato per Battisti… stranezze e contraddizioni del leninismo da salotto e da biblioteca marucelliana: non abbiamo avuto problemi a dimenticare e a passare sopra a Jovanotti in camicia yankee a stelle e strisce e cappellino da deficiente che canta “sei come la mia moto/ sei proprio come lei” e “give me five… 1, 2, 3… casino!”, ma non abbiamo ceduto di un millimetro nel non voler celebrare la bellezza oggettiva di “a darle i miei pensieri/ a darle quel che ieri/ avrei affidato al vento/ cercando di raggiungere chi/ al vento avrebbe detto sì”. Solo perché il primo ha fatto il Cile in bicicletta e a Sanremo – invitato da Fazio – saltava gridando “cancella il debito!!!”, mentre il secondo, ovvero il riccioluto compare di Mogol stava, come pure lo stesso Mogol, dall’altra parte della barricata. Sì, noi intellettuali di sinistra siamo davvero duri e puri. Cazzutissimi, oserei dire.

Infine, Tiziano Ferro ha fatto outing, dichiarando a tutti di essere gay.
E a quel punto, davanti a un personaggio che fa outing (non solo, vive pure a Londra lontano dai fans che lo fermano per strada… capito? Gay e che vive a Londra lontano dallo stress… si può essere più cool?????) non potevamo che: 1) stroncare sul nascere e denunciare senza pietà tutti i dileggi, le satire e le prese per il culo verso Tiziano Ferro; 2) promuoverlo ufficialmente da “ottimo interprete” a “GRANDE interprete”.

Quindi, dopo tante evoluzioni e tanti rivolgimenti, siamo giunti (previo richiesta di conferma a Dipollina ovviamente) a una conclusione più o meno definitiva su Tiziano Ferro. E cioè:
“grande interprete e grande persona…. peccato solo che spesso le sue canzoni (specie quelle scritte e incise prima dell’outing) non siano all’altezza della sua splendida voce”.
Che poi vorrebbe dire che le sue canzoni, specie le prime, ci fanno cagare, ma abbiamo l’obbligo di essere politically correct e di usare parole morbide.

Che poi anche qui… su sta storia delle brutte canzoni di Tiziano Ferro, occorrerebbe aprire una seria riflessione. Ma non c’è tempo, né spazio, quindi mi limito a questa considerazione: avete presente la canzone di Tiziano Ferro “Indietro”? Quella di “notizia è l’anagramma del mio nome”? Ecco, quella… prendete la strofa che fa:
“Ricevo il tuo contrordine speciale/ nemico della logica morale/ opposto della fisica normale/ geometria degli angoli nostri”.
Ecco, è palese, chiaro come il sole, non ci vuole un intellettuale di sinistra per dire che questa strofa non è che faccia cagare, ma proprio non vuol dire un cazzo… però provate a chiudere gli occhi e a immaginare queste stesse identiche parole cantate da BATTIATO… ecco, se le avesse scritte e cantate Battiato, tutti noi intellettuali di sinistra ci saremmo fatti pippe esistenzialiste per mesi, urlando all’ennesimo capolavoro NEOPLATONICO del sommo poeta catanese…

Si accettano commenti, outing, prese di posizione forti e irreversibili, bonifici intestati a Dipollina…

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