Lestini agli europei – Francia 2016 (semifinali e finale)

FRATELLI COLTELLI – giornata 27

In pista a ballare son rimaste solo in quattro, perciò, pure se non c’è più l’Italia (e pure se non c’è più manco e soprattutto l’Islanda) il giochino, specie per appassionati&affini, è per forza appassionante&interessante.

Appassionante va da sé. Interessante soprattutto per la natura degli accoppiamenti che queste semifinali di euro 2016 propongono.

Da una parte un super inedito più o meno sorprendente e di certo fuori pronostico come Portogallo-Galles.
Dall’altra un super classico alla sua ennesima riproposizione e assolutamente prevedibile dai pronostici della vigilia.

Da una parte ballano zero titoli internazionali, un quarto di finale ai mondiali come massimo lustro storico per il Galles (che, pensate un po’, è agli europei per la prima volta) e un secondo posto agli europei per il Portogallo come punto più alto dell’albo d’oro nazionale.
Dall’altra parte invece, ballano qualcosa come CINQUE MONDIALI (quattro tedeschi, tre francesi) e CINQUE EUROPEI (tre tedeschi e due francesi). Complessivamente, tra europei e mondiali, ballano ben DICIOTTO FINALI.
Nel dettaglio: QUATTORDICI FINALI per i tedeschi (otto ai mondiali, di cui quattro vinte e quattro perse, cinque agli europei, tre vinte e due perse), QUATTRO per i francesi (due ai mondiali, una vinta e una persa, due agli europei, entrambe vinte).

Per il Galles, già detto, prima partecipazione in assoluto agli europei e, più in generale, PRIMA SEMIFINALE IN ASSOLUTO in competizioni internazionali.
Il Portogallo invece si tratta della SETTIMA semifinale della sua storia, quinta nei campionati europei, mentre le altre due sono state raggiunte ai mondiali. Da sottolineare – i portoghesi facciano pure tutti gli scongiuri del caso – come sia un turno storicamente sfigatissimo per i portoghesi: nelle sei semifinali precedenti infatti, solo UNA VOLTA hanno vinto raggiungendo la finale (erano gli europei 2004, i portoghesi erano padroni di casa e sconfissero l’Olanda, per poi però perdere clamorosamente la finale contro una Grecia eroica). Nelle altre cinque, tutte sconfitte… per BEN TRE VOLTE dai Francesi: europei dell’84 e del 2000 e mondiali del 2006, una volta dall’Inghilterra (Mondiali 1966) e una volta dalla Spagna (europei 2012).

Per quanto riguarda invece Francia e Germania curioso come, nonostante il numero esorbitante di finali disputate dalle due nazionali, non si siano mai incontrate nell’atto finale. Si sono però incontrate DUE VOLTE in SEMIFINALE e UNA VOLTA nei QUARTI DI FINALE, tutte e tre le volte ai mondiali. Si tratta quindi del PRIMO SCONTRO DI RILIEVO ai campionati europei.
Se prendendo tutti i precedenti il saldo di vittorie è tutto a favore dei francesi (13 vittorie a 9), nelle partite che contano HANNO SEMPRE VINTO i tedeschi.
Nelle due semifinali mondiali, ai rigori nel 1982 e con un secco 2-0 nel 1986, ai quarti 1-0 nel 2014 in Brasile.
Complessivamente, la Francia è alla sua DECIMA semifinale in una competizione internazionale (cinque ai mondiali, cinque agli europei). Nelle nove semifinali precedenti conta CINQUE sconfitte (tre mondiali e due europee) e QUATTRO vittorie (due mondiali e due europee).
La Germania invece, taglia l’impressionante traguardo di VENTITRE SEMIFINALI DISPUTATE, di cui TREDICI ai mondiali e DIECI agli europei. Complessivamente, nelle ventidue semifinali precedenti, la Germania conta QUATTORDICI VITTORIE (otto mondiali e sei europee) e OTTO SCONFITTE (cinque mondiali e tre europee).

Sfogo statistico a parte (e in questa edizione ho fatto il possibile per contenermi), le due semifinali decise dalla sorte sono ultra affascinanti. Rimandando a domani ogni discorso su Francia-Germania, stasera va in scena lo scontro fratricida tra i gioielli del Real Madrid, Ronaldo da una parte e Bale dall’altra. In Champions League, il titolo di campioni d’Europa lo hanno già vinto… a chi toccherà giocarselo pure con la propria nazionale?
Nonostante ancora non abbia mai vinto una partita nei novanta minuti e sia stato complessivamente deludente, il Portogallo gode ancora dei favori della viglia, anche solo per il fatto che il Galles, causa squalifiche, stasera scenderà in campo assai decimato.
Noi, manco a dirlo, tifiamo per i gallesi.
Tra l’altro, motivo di vanto e orgoglio personale: in questi giorni tutti a scrivere della sorpresa del Galles… andate un po’ a vedere i nostri articoli di inizio europeo: noi lo stiamo dicendo e scrivendo da un mese che il Galles offre il miglior calcio del torneo…

(anche se è stata eliminata, FORZA ISLANDA e W il GEYSER SOUND!!)

a domani!


QUANDO FRANCIA E GERMANIA COMBATTEVANO A SEDAN – giornata 28

Al di là del valore delle squadre, del numero di trofei in bacheca e della tradizione calcistica, a rendere “classico” un match tra nazionali concorrono anche questioni extra calcistiche. Anzi, diciamo pure soprattutto.
È la storia materiale soprattutto, quella che ha attraversato i secoli, che ha scatenato guerre, disegnato confini, seminato conquiste, a entrare con prepotenza nei campi da gioco. Certo mica ci pensi, mentre rotola il pallone e i calciatori lo rincorrono… ma ce l’hai dentro, una specie di dna atavico-nazionale.

Così Francia Germania parte da lontano, lontanissimo.
Parte da quando il nipote del Bonaparte, che non aveva un millesimo del carisma e della genialità militare dello zio ma seppe tenersi l’Impero per quasi trent’anni, si andò a sfracellare contro i prussiani a Sedan, a tragico suggello di una guerra che non avrebbe mai potuto vincere, contro quel Bismarck che sarebbe stato futuro arbitro dei destini europei.
In quel primo atto di Francia Germania, datato 1870, c’è già tutto. C’è già quel significato sotteso in ogni sfida, in ogni ambito: la supremazia in Europa.
Una supremazia tutta giocata sulla bandiera piantata in Alsazia e Lorena, regioni palleggiate e rimpallate da una parte all’altra per decenni, regioni vessillo loro malgrado delle più immani tragedie.
Strappate via e germanizzate da Bismarck, tornate francesi a Versailles nel treno della grande umiliazione e del trionfo della revanche, riprese dalla ferocia di Hitler e ancora francesi con De Gaulle.

Un po’ tornarono tedesche in una notte del 1982, semifinale del Mundial spagnolo, quando le due nazioni disputarono due tempi supplementari che in quanto a follia solo quelli di Mexico ’70 possono superarli.
Micidiale 1-2 francese che al minuto 103 si trova avanti 3-1 e la finale in tasca. Manco per sogno: pazzesca rimonta dei panzer che in due minuti fanno 3 a 3 e portano Platini e compagni, sotto shock, ai rigori.
Tra parentesi: in assoluto il primo match della storia dei mondiali finito ai rigori.
Sbaglia il baffuto Stielike, e la Francia ha l’ennesimo match point. Ma a quel punto il portiere tedesco Schumacher inizia a parare tutto… e in finale, assurdamente, ci va la Germania.

Di lì in poi, i match che contano, li hanno sempre vinti i tedeschi.
Compresa un’altra semifinale, nel 1986. E un quarto di finale, in Brasile due anni fa.

Stavolta però si gioca a Marsiglia, terra di Francia. E chissà chi alla fine firmerà la resa sul treno abbandonato di Versailles.

In ogni caso, sarà epica pura.
Come sempre, quando c’è Francia Germania.

#lestiniaglieuropei


SBRONZE COLOSSALI IN CASA RAI – giornata 29/ giornata 30

Dopo un mese passato a dover riempire con le peggiori puttanate infinite e inutili non stop, ma soprattutto dopo un mese passato sotto il dominio incontrollato di Flavio Insinna – che riesce a sbrodolare melensaggini e brutte poesie pure sui cameramen -, la banda di Raisport, a tre giorni dalla fine dell’Europeo, vede finalmente la luce.

Il clima perciò è di allegra smobilitazione, svaccato e caciarone tipo a fine scuola. Per di più l’Italia è pure fuori dai giochi, ergo che ce ne fotte??

Soprattutto, pare evidente, negli studi, l’uso e l’abuso di superalcolici.
Gianni Cerqueti è il più colpito da questo pericoloso alcolismo di fine torneo: si lancia in un assurdo abbinamento pittori/calciatori, accoppiandoli evidentemente a cazzo di cane. Apoteosi sul finale: Van Basten/ Van Gogh. Perché, osa chiedere qualcuno.
Perché sono due Van, risponde lui.

Non pago, Cerqueti l’Oscar del Gin Tonic lo vince quando annuncia a tutta Italia che Auro Bulbarelli, giornalista Rai, è arrivato agli ottavi di finale del campionato italiano di biliardo a coppie.
Grazie Gianni, non stavano nella pelle…

Ma il momento più alto è quando Insinna lancia un interminabile confronto tra Italia e Francia (ma perché?? In semifinale c’è la Germania!!). Momento clou del confronto: meglio Lupin o i lupini????

A proposito di Francia… qualcuno dovrà dire a tutta la Rai che Paiette non esiste… e che Payet no, non si pronuncia proprio in quel modo…

Infine, a proposito di calcio, la finale sarà Francia Portogallo.
Ergo noi, ci risentiamo su queste pagine domenica per il super pronostico per partita!!

#lestiniaglieuropei


LA FINE DELLE MALEDIZIONI (?) – THE FINAL BATTLE – giornata 31

Così sarà Francia – Portogallo alla fine, stasera, l’ultima battaglia dell’europeo.

Se vincerà la Francia sarà il più classico ‘come volevasi dimostrare’, la vittoria dei favoriti della vigilia (indicati come vincitori un mese fa anche dal nostro infallibile oracolo di Careggi).
Quelli – i francesi – già forti di per sé ma che, quando ospitano una competizione, col fattore campo, forti lo diventano ancora di più.
A proposito di questo, un appunto a un errore clamoroso del “Corriere dello Sport”. L’altro ieri, nella pagina delle statistiche, l’illustre quotidiano scriveva come i francesi, da organizzatori, hanno SEMPRE vinto, citando a tal proposito l’Europeo del 1984 e il Mondiale del 1998.
In realtà i francesi hanno vinto LA META’ DELLE VOLTE in cui sono stati organizzatori.
Vinte le due edizioni citate sopra ma NON HANNO VINTO nell’europeo del 1960 (prima edizione in assoluto del torneo), organizzato in Francia e con la nazionale francese classificatasi quarta, e NON HANNO VINTO il mondiale del 1938, sempre organizzato in Francia e dove furono eliminati ai quarti.
Perciò, con questo 2-2 stasera, in quanto a vittorie da padroni di casa, si gioca una specie di spareggio.

Se invece a vincere dovessero essere gli sfavoriti della vigilia, cioè i portoghesi, succederebbero due cose interessanti.
1) Per il Portogallo si chiuderebbe un cerchio iniziato nel 2004, quando persero clamorosamente in casa la finale dell’europeo contro la Grecia… lo chiuderebbero, appunto, sfanculando a loro volta i padroni di casa…
2) Sarebbe definitivamente il torneo della FINE DELLE MALEDIZIONI…
nel senso:
è finita la maledizione italiana per la Germania… i tedeschi infatti hanno battuto l’Italia in una fase finale dopo 46 ANNI di batoste clamorose…
è finita la maledizione tedesca per la Francia… con i francesi che battono la Germania dopo 34 ANNI di amarezze…
potrebbe finire la maledizione francese per i portoghesi… se infatti Cristiano Ronaldo&Co. sconfiggessero i bleus, porrebbero fine a 32 ANNI di sconfitte, iniziate con la semifinale di euro ’84 (Francia vittoriosa ai supplementari), proseguita con le semifinali di euro 2000 e dei mondiali del 2006…

Staremo a vedere.
In ogni caso, buona finale a tutti e, come sempre, a prescindere, FORZA ISLANDA!!!

#lestiniaglieuropei


LA STORIA PAZZESCA DEL RAGAZZO ENTRATO DALLA PANCHINA – ultima giornata

E così questi strani europei senza Re né Regine, con qualche fiammata e nessun effetto speciale, tanta massa e poca leggerezza, tanta tattica e pochissimo spettacolo, sono andati a finire con il più incredibile e pazzesco degli epiloghi.
Come meglio non si poteva.

Ora però attenzione… noi non è che scriviamo queste cose per godimento sadico nel vedere la Francia distrutta e schiantata in casa propria. Proprio no.
Né, viceversa, per amor di Portogallo.
Scriviamo questo perché, veramente e oggettivamente, ieri sera, in una finale di rara bruttezza si è materializzata a sprazzi, e d’improvviso, una strana e fenomenale miscela di leggenda, fiaba e magia.

L’inizio prima di tutto e la cronaca di una morte annunciata.
Settantamila spettatori a spingere i padroni di casa, i padroni di casa che partono non bene, ma benissimo, i portoghesi timidi e balbettanti che sbagliano tre passaggi ogni due… e poi Cristiano Ronaldo, molto più che un capitano, l’unico che in teoria che può tenere a galla la sua squadra contro le furie francese, di colpo si spezza e in lacrime deve abbandonare la partita più importante della sua carriera (e della storia della sua nazione).
A logica, a questo punto per la Francia c’è un’autostrada spianata verso il trionfo.
A logica, appunto.
Ma per fortuna, come spesso e volentieri amiamo ripetere, il calcio è tutto fuorché logica. E la bellezza di questo sport sta proprio nel fatto che a volte, quando rotola una sfera, 2+2 non fa per niente 4.

E allora via all’epica leggendaria di una squadra, il Portogallo, che resiste eroicamente senza il suo fenomeno (per dire, è come se la New Team resistesse senza Holly) agli assalti francesi.
E dopo gli sbandamenti iniziali inizia a resistere talmente bene che… forse forse l’uscita del fenomeno CR7 è stata quasi un bene… e soprattutto… forse forse le cose non vanno proprio come previsto.
E i francesi, infatti, perdono smalto, s’innervosiscono, svarionano. E va a finire che le occasioni migliori, guarda un po’, le ha proprio il Portogallo.

Insomma, man mano che si va verso i supplementari si è capito che il vento è girato e che più di mezza coppa in mano, ormai, ce l’hanno i portoghesi.
Ma fino qui, sarebbe “solo” epica leggendaria.
La magia e la fiaba dipende tutta da Eder, questo ragazzone più lungo che largo, scoordinato e dinoccolato, che entra in scena d’improvviso nella notte dei desideri, la notte che il piccolo Portogallo si trovò a giocarsi l’Europa con la grande Francia senza il suo condottiero… e questo ragazzone realizzò il sogno di ogni bambino esistente sulla faccia della terra, che è quello di alzarsi dalla panchina e segnare il gol decisivo di una finale.
Ed entrare per sempre nella leggenda.

E così è stato.
Quindi Portogallo campione.
Non è stata la squadra migliore del torneo, ma una squadra migliore, in questi europei, non c’è stata.
Le altre grandi – tranne la Francia, alle prese col dramma d’una finale malamente persa in casa – tutte sconfitte allo stesso modo, Italia compresa: un po’ d’amaro in bocca e la certezza di non aver fatto quanto si poteva.

Noi, vi si ringrazia per averci seguito così a lungo, per un mese e tutti i giorni.
E ricordando ai lettori calciofili che NON seguiremo la Serie A quest’anno, vi diamo appuntamento tra due anni, per i mondiali in Russia.

Ciao a tutti e FORZA ISLANDA!!! (che al Portogallo campione l’ha messo a sedere!!!)

#lestiniaglieuropei

 

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