La stronza del telefonino

Oggi parliamo della “Cellulariis Strontia”, comunemente nota come “Stronza del Telefonino”, diffusissima, fastidiosissima e, in certi casi, mortalmente pericolosa specie d’umanoide, i cui possibili effetti nefasti è bene conoscere approfonditamente onde evitare conseguenze irreparabili.
N. B.: dire “Stronza del Telefonino” è come dire “Giraffa”, cioè si indica il nome della specie, non esclusivamente la variante femminile. Dire Stronza, in questo caso, si intende sia la stronza, sia lo stronzo.
Si proceda.

1.ORIGINE E DIFFUSIONE
La Cellulariis Strontia ha origini probabilmente giapponesi.
Fino a una ventina d’anni fa rarissima – al punto che anche alcuni illustri scienziati dubitavano della sua effettiva esistenza – si presume sia stata generata da un bacillo (l’ormai celeberrimo BACILLUS NOKIUS) che, viaggiando all’interno di valigette 24 ore manageriali, attraverso l’habitat ideale di microchip abbia raggiunto l’occidente proliferando a dismisura.
Le prime manifestazioni certe e conclamate di Cellulariis Strontia si sono così avute nella seconda metà degli anni ’90, mentre intorno alla fine del decennio (1998-1999), era ormai divenuta – ahimè – specie comunissima e dagli anticorpi impressionanti. Di conseguenza, già dalle sue prime apparizioni sulla terra, praticamente impossibile da sconfiggere, contrastare o abbattere.

2.HABITAT NATURALE
La Cellulariis Strontia non ha un habitat naturale d’eccellenza, il che la rende particolarmente pericolosa. Adattabile più o meno a ogni contesto, predilige comunque luoghi affollati e di forte scambio sociale, quali ristoranti, treni, metro, bistrot, circoli. Spesso anche – con conseguenze letali – cinema e teatri.

3.CARATTERISTICHE
Ovviamente la Cellulariis Strontia la si riconosce, anzitutto, dal suo cellulare.
Che, altrettanto ovviamente, non è mai un cellulare qualunque e con il quale ha un rapporto non tanto morboso, quanto propriamente epidermico. In una parola: il telefonino della Stronza del Telefonino è, a tutti gli effetti, il prolungamento del suo corpo.

4.PERICOLI E MALATTIE
La Cellulariis Strontia è, come già detto, estremamente pericolosa, nonché viatico di malattie ed epidemie a cui spesso, l’umanità, è tutt’altro che preparata.
Generalmente, la Cellulariis Strontia, rompe i coglioni. Disturba. Infastidisce. Indispone. Ma poi, per una strana e inquietante alchimia, alla fine vince sempre. E sempre, tutti, finiscono per darle ragione.

5.EVOLUZIONE NEL TEMPO
Essendo il cellulare il prolungamento del suo corpo, la fisionomia della Cellulariis Strontia è, nel tempo, mutata con il mutare del design e della struttura interna dei telefonini. Così come sono mutati gli agenti patogeni delle pericolosissime epidemie da lei scatenate.
Proviamo ad analizzare per sommi capi le sue principali tappe evolutive:

“Cellulariis Primordiis Strontia”, conosciuta anche “Prototipo della Stronza del Cellulare”. Moglie di Manager dell’Alta Finanza, o Manager lei stessa, iscritta al Partito Socialista Italiano, amica intima di Bettino Craxi, Ugo Intini e Claudio Martelli, tendenzialmente milanese, si muoveva su macchinoni metalizzati guidati da autisti clonati dalla pubblicità dei Ferrero Rochet che gli porgevano telefoni cellulari grandi quanto cassapanche ottocentesche.
Presente tra la seconda metà degli anni ’80 ai primi anni ’90, difficilmente avvistabile e rarissima. Per questo la sua pericolosità è stata limitata e, ahimè, sottovalutata.
In realtà è la madre di tutte le stronze e gli stronzi futuri. Non solo: ha generato il fenomeno degli yuppies, per fortuna limitato alla sola classe sociale benestante/molto abbiente.
Si è estinta con il dramma di Tangentopoli.

“Cellulariis Antennorum Magnarum Strontia”: forma diffusa nella seconda metà degli anni ’90. Figlia della prima età berlusconiana, della progenitrice “Primordiis” aveva tutta la stronzaggine, ma più resistenza alle intemperie giudiziarie e, soprattutto, una straordinaria capacità riproduttiva. Con questa variante, il germe della Strontia inizia a diffondersi anche nel ceto medio andando a toccare, in rarissimi casi, pure la classe operaia.
Ancora percepita, specie in provincia, come rarità e/o fenomeno da baraccone, si muoveva inquietante agitando antenne sottilissime ma lunghe dai 50 ai 344 centimetri per intercettare segnali più deboli di una formica sbronza.
A differenza della progenitrice per niente altezzosa, non si imbarazzava a passare serate intere in pose assurde nel tentativo di orientare detta antenna per rendere il proprio telefonino raggiungibile. E a quel punto telefonare da un fisso o da una cabina telefonica ad altro proprietario di telefonino (altra Strontia, quindi) per farsi telefonare e mostrare al volgo il prodigio della telefonia mobile.
La cosa incredibile è che il volgo invece di mandare affanculo tutti quanti si è lasciato sedurre.
E dal giorno alla notte il desiderio di avere un cellulare è diventata l’ossessione di chiunque.
Ha cominciato a cedere il passo a partire dal Millennium Bug. È definitivamente scomparsa con l’avvento dell’euro.

“Cellulariis Rimpicciolendi Strontia”: è la forma della Strontia comparsa e diffusasi nei primi anni del nuovo millennio. Geneticamente contraddistinta dal cromosoma “Motorolae Startackae”, è la definitiva responsabile della mutazione delle abitudini dell’umanità.
Caratterizzata da un progressivo e inarrestabile restringimento delle dimensioni dei cellulari, fino a produrre – in casi particolarmente estremi – telefoni più piccoli di una mollica di pane.
Il che, di per sé, a parte il numero impressionante di smarrimenti grotteschi (telefoni finiti nello scarico del lavandino, altri dimenticati per mesi dentro un libro… ), non era un grande problema.
Ma questa generazione di Strontia ha causato una serie di catastrofi umanitarie epocali e irreversibili, tra cui, riassumendo per sommi capi:
a.La definitiva affermazione del cellulare come oggetto di massa
b.La presenza di più cellulari in dotazioni di più persone.
c.La conseguente trasformazione della Strontia da “unica detentrice del cellulare” a “cellularista d’avanguardia”. Ovvero: se il volgo ha in media un cellulare a testa, la Strontia ne ha due; quando il volgo ne ha due, lei ne ha tre. Se il volgo ha un cellulare mediamente piccolo, lei lo ha microscopico. E così via.
d.La scomparsa del normale driiin driiin a favore di suonerie stravaganti, dall’abbaiare del cane all’ultimo singolo di Max Pezzali.
e.La rottura di coglioni da cellulare ovunque e in ogni dove. Cioè, se prima in treno c’era solo la Strontia a parlare ad alta voce dentro un telefonino, ora lo fanno tutti i viaggiatori, in un concerto dissonante e insostenibile. Quelli che non parlano, provano la suoneria. Oppure giocano allo snake, senza disattivare gli effetti sonori. Idem al cinema e a teatro, dove prima dell’inizio del film e dello spettacolo è tutto un tastarsi la tasca, prendere il telefono e inserire la vibrazione (in pochi, pochissimi, lo spengono definitivamente). Poi c’è sempre il coglione che lo lascia acceso. Specie a teatro.

“De Inutilitate Telephonatae”: ecco che, più o meno tra il 2005 e il 2008, inizia progressivamente ad affermarsi una specie di Strontia ulteriormente mutata.
Quella che, in maniera soprendentemente vincente, teorizza il telefonino multifunzione.
Quello cioè che fa più o meno tutto.
Tutto, tranne che telefonare.
Si comincia con foto e video, e il telefonino è ribattezzato “videofonino”. Il problema è che ci si impegna talmente tanto a dotare il cellulare di fotocamera e videocamera a risoluzione sempre più alta, per avere foto e filmati che possano pian piano soppiantare gli aggeggi preposti alla cosa (macchine fotografiche e telecamere cominciano effettivamente ad andare in pensione), che il telefono fa sì splendidi filmati ma 1) telefona di merda; 2) la batteria dura pochissimo… più il videofonino è evoluto, più dura meno.
La Strontia, come sempre all’avanguardia, sfoggia a quest’altezza cronologica telefoni assurdi ed enormi (in controtendenza agli anni precedenti, ricominciano a guadagnare volume), capaci di fare video con la stessa risoluzione delle apparecchiature digitali di Spielberg, la cui batteria – ovviamente – dura dai 3 agli 8 secondi, e quindi costringe la Strontia a girare con batterie enormi, che a volte raggiungono le dimensioni di una monovolume.
Il fatto che il telefono di fatto cominci a non telefonare più non importa più a nessuno.
La telefonata comincia a essere socialmente superata. L’abbattimento del limite massimo di caratteri negli sms, inizia a trasformare il telefono in una chat h/24 in grado di soppiantare ogni comunicazione vocale.

“Smartphonis Strontia”: è l’evoluzione definitiva. Il telefono trasformato in computer. La telefonata scomparsa. Gli sms soppiantati da chat vere e proprie. La nascita di una sottospecie ferocissima, quella generata dal cromosoma “Apple” e denominata “Iphonis Strontia”.
La Strontia, sia quella del ceppo “Apple” sia quella del ceppo “Android”, non ha più telefonini, ma autentici mostri che si cibano di carne umana, rispondono a comandi vocali e, con determinate app a pagamento, friggono patate e stirano camicie.
Nell’ultima versione, pare, la Strontia (la cossiddetta “Smartphonis Smartphonis Strontia”) possegga un app per candidare alle elezioni direttamente il telefono, formare il governo su Wathsapp e condividere le riforme più apprezzate su Facebook.

6.RIMEDI
Nessuno.

7.CONTROMOSSE, ALTERNATIVE
Vedi sopra.

8.VIE DI FUGA
Vedi sopra.

Alla prossima!!

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