Gianmaria Testa

Cari tutti, questa settimana non vi porto un libro né alcuna altra opera singola.
Stavolta, mi permetto di consigliarvi l’opera omnia di un artista che, tristemente presto, ci ha lasciato proprio questa settimana.

Sto parlando di Gianmaria Testa, quel “cantautore capostazione” che i francesi ci invidiavano tanto e che invece, noi italiani, a stento ci siamo accorti che esistesse.

Abituato a far partire treni, a guardare scendere e salire turbe di anonimi sconosciuti da convogli altrettanto anonimi, Testa conosceva molto bene l’assurda e geniale transitorietà della vita, gli occhi, il sangue e l’anima di tutti quei nessuno che non stanno mai sotto i riflettori, le mille storie urlanti nascoste nella profondità delle loro mute viscere.

Forse è un bene l’anonimato in cui questo genio silenzioso e garbato ha vissuto, questo poeta che parlava solo perché aveva cose da dire al punto da non dire mai una parola di troppo.
Un bene nel senso che si è evitata la solita corsa al tweet di commiato.
Un bene triste, che ci lascia modo di scoprirlo piano piano, con quella delicatezza che lo ha sempre contraddistinto.

Mi permetto di consigliarvi l’album “Da questa parte del mare”.
Lo trovate, tutto quanto, su youtube.
Ascoltatelo.
Innamoratevene.
E poi ascoltatelo ancora.

Buon fine settimana a tutti.

#consigliRiccardoLestini

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