Anche Galileo, nel suo piccolo, s’incazza

Il vostro problema (e dico voi nel senso di umanità), è che la normalità proprio non la sopportate. Pur essendo, bene o male, la vostra vita, la disprezzate.
E la cosa assurda è che, più che in voi stessi, la disprezzate negli altri. Cioè, vi è insopportabile che gli altri possano essere normali. Laddove per normali intendo imperfetti, pieni di difetti, debolezze, inclini all’errore, spesso coglioni e a volte sentitamente stronzi.
Avete così bisogno di eroi, o di supereroi, che appena qualcuno fa qualcosa un attimino al di sopra della media dovete scaraventarlo anni luce lontano da qualsiasi parvenza di umanità, dovete trasformarlo in un mostro di perfezione, un totem, un’icona.
E che anche lui – il tizio che ha fatto quel qualcosa leggermente sopra la media – possa avere i suoi momenti di coglionaggine e mediocrità no, proprio non riuscite ad accettarlo.

E a me pare, con rispetto parlando, che col sottoscritto, Galileo Galilei, professione scienziato, con questa smania di eroi a tutti i costi, stiate un attimino esagerando. Da quasi quattrocento anni, per l’esattezza.
E se arrivo a incazzarmi io, persona notoriamente tranquillamente (lo studio – tanto studio -, la casa, l’università, i colleghi, gli allievi, gli amici e poco altro), vuol dire davvero che il limite l’avete superato da un pezzo.

Credo davvero non ci sia bisogno di spiegarvi il perché. Ma, a uso e consumo dei meno svegli, ve lo rammento: con questa storia di “eppur si muove” direi sia giunta l’ora di farla finita. No?
Io, ragazzi miei benedetti, al termine del mio celeberrimo processo per eresia, non ho MAI sussurrato “eppur si muove”. Ripeto: MAI.
Insomma, ragionateci un attimo: ma vi pare che uno, convinto quanto si vuole delle proprie idee, appena scampato per il rotto della cuffia al rischio di finire arrostito, che ha appena abiurato PROPRIO PER SALVARSI IL CULO, si mette a rischiare di SMERDARE TUTTO E RIMETTERSI NEI CASINI mormorando davanti agli inquisitori “EPPUR SI MUOVE”???
Lo capite da soli che non ha senso?
No, non lo capite. Proprio perché avete la smania compulsiva di creare eroi, dovete per forza dipingermi come un indomito combattente, sprezzante del pericolo, senza macchia e senza paura. Ma è così difficile pensare che io, in quel momento, MI STESSI SEMPLICEMENTE CAGANDO ADDOSSO?? Cioè, il fatto che io avessi una paura fottuta sminuisce forse i miei grandi contributi alla ricerca scientifica d’ogni tempo e spazio? Fa di me uno scienziato meno importante?

Tutta colpa di quell’esaltato di Giuseppe Baretti che, smanioso di eroi come voi, e smanioso di far vedere agli inglesi come gli italiani fossero un popolo di cazzutissimi combattenti con i controglioni, s’inventò DI SANA PIANTA questo aneddoto nella sua opera pubblicata a Londra nel 1757, “Italian Library”.
E sì che poi, specie ultimamente, che quella frase fosse una bufala grossa quanto una casa ve l’hanno ricordato in parecchi…

Be’, ora ve l’ho ricordato anche io. Vedete voi… io, che voi lo vogliate o no, me ne torno nel mio beato oltretomba che, come fu la mia vita, è fatto di una meravigliosa e imperfetta umanità.
Un’ultima cosa: cercate di ricordare, ogni tanto, che l’eliocentrismo non l’ho scoperto io… io ho solo provato a diffonderlo.
Quindi magari, ogni tanto, ma solo ogni tanto, potreste associare il mio nome, oltre che all’eliocentrismo, al metodo scientifico?

Grazie… sentitamente vostro,
Galileo Galilei

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