Meduse

Amo quando più storie vengono raccontate contemporaneamente.
E ancora di più amo quando queste storie, più che intrecciarsi, si sfiorano e procedono in parallelo senza mai incontrarsi realmente, procedendo in silenzio nei fili invisibili dello scorrere della vita.

Meduse“, il film che oggi mi permetto di consigliarvi, è così.
Tel Aviv, giorni nostri.
C’è una cameriera di banchetti nuziali appena lasciata dal fidanzato, rimasta sola in un appartamento dove gocciola acqua dal soffitto.
C’è una novella sposa che si rompe la gamba appena prima di partire per il viaggio di nozze.
C’è una poetessa in una suite d’albergo che non apre mai le finestre.
C’è una badante filippina che vive esistenze che non la riguardano.
C’è una misteriosa bambina che appare dal mare con indosso solo una ciambella rossa.

C’è questo e tantissimo altro.
Pellicola israeliana del 2007 diretta da Shira Geffen e Etgar Keret, è un piccolo e improvviso miracolo dove realismo e fantastico sono due estremi che vanno a coincidere nel modo più inatteso.
Dove intimismo e universalità si fondono nella ricerca di un senso, col sottofondo del più banale fluire dell’esistenza.

Trasmesso da poco da Rai5, forse lo ridaranno in questi giorni.
Tenete d’occhio la programmazione.
Oppure, guardatevelo in streaming, disponibile su Cineblog.

Merita uno di quei 10 strappati via dal cuore…

#consigliRiccardoLestini

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