Lo chiamavano Jeeg Robot

Sarà che da sempre sono un patito di fumetti.
Sarà che poche cose al mondo mi interessano come le periferie e le storie tragicamente meravigliose che hanno da raccontare.
Sarà che niente mi riempie il cuore come la crudeltà della vita mescolata alla poesia smisurata dei sogni.
Sarà che amo chi osa, chi sperimenta, chi ha il coraggio di proporre qualcosa di diverso.

Sarà che in questo film che ho avuto la fortuna di vedere c’è tutto questo. E molto di più.
C’è un ladruncolo che vive di espedienti e budini alla crema e che, suo malgrado, si ritrova a dover salvare il mondo dalla catastrofe.
C’è un “cattivo” che più cattivo non si può, un violentissimo Joker di borgata ossessionato dalla fama, dal potere e dalle canzoni di Anna Oxa.
C’è una principessa triste, sexy nell’unico modo che si può rappresentare una donna sexy senza scadere nello stereotipo: occhioni da manga e tragedia di periferia.

C’è una regia superlativa (Gabriele Mainettti, al suo esordio) e ci sono attori straordinari che sfoderano prove da antologia: Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli.

C’è un grande film d’autore, in sostanza.

Due ore in cui ci si diverte, ci si esalta e ci si commuove.
Non aggiungo altro per non finire nella cattiveria dello spoiler… solo un dettaglio: occhio alla sequenza in cui il cattivo Fabio, detto “lo Zingaro”, si esibisce in una memorabile performance cantando “Un’emozione da poco” di Anna Oxa.

Se potete, questo fine settimana, andate a vederlo.
I supereroi esistono. E vivono a Tor Bella Monaca.

#consigliRiccardoLestini

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