Anche Voltaire, nel suo piccolo, s’incazza

ANCHE VOLTAIRE, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA

Contrariamente a quanto si possa pensare no, noi morti non seguiamo in maniera appassionata le faccende di voi vivi, cosa succede nel vostro mondo e via dicendo.
Questo principalmente perché tutte – o quasi tutte – le vostre questioni (e soprattutto i vostri comportamenti) servono soltanto a ricordarci quanto eravamo idioti da vivi. Perciò meglio fregarsene, o al limite seguire il tutto con distacco, distrattamente e senza entusiasmo.
Almeno questo è quanto facciamo di solito, visto che – come sempre e come dappertutto – ci sono delle eccezioni.

Una di queste eccezioni è appunto il sottoscritto, François-Marie Arouet detto Voltaire, che non solo non può fregarsene, ma che addirittura, suo malgrado, si trova costretto a scrivervi.
Che poi, in verità, io a fregarmene ci avrei anche provato e per un bel po’ di tempo (si consideri che sono trapassato ormai da quasi duecentoquarant’anni) ci sono pure riuscito. Ma alla fine, come si suol dire, sono sbottato, è saltato il tappo e non ce l’ho fatta più.

Sarò breve. Breve e prosaico: avete rotto le palle.
Ora, che il “citazionismo” – e soprattutto il citazionismo a sproposito – sia malattia antica e inguaribile dell’umanità, lo so da solo. Esisteva già ai miei tempi e continuerà ad esistere nei secoli dei secoli. Però, da quando avete in casa sta roba che chiamate “internet”, state davvero esagerando, con me e con molti miei illustri colleghi.

E con me, se mi posso permettere, state esagerando in maniera particolare.
Ma dico io, vi pare possibile ogni santo giorno, in decine di migliaia e da ogni angolo del pianeta, mettervi a postare e ripostare, scrivere e riscrivere, citare e ricitare quella frasetta del cazzo “IO COMBATTO LA TUA IDEA, CHE E’ DIVERSA DALLA MIA, MA SONO PRONTO A MORIRE AFFINCHE’ TU, LA TUA IDEA, POSSA ESPRIMERLA LIBERAMENTE”?
Ripeto: vi pare possibile? Vi pare sensato? Ma che vi ho fatto di male per meritarmi tutto questo?
E se vi state chiedendo perché mi sia incazzato così tanto, ecco pronta la risposta, in tre punti articolati e concisi:

1.IO QUELLA FRASE NON L’HO MAI DETTA. Mai detta e mai scritta. Vi vedo sorpresi, eppure vi giuro che è così. Quella frase, parafrasando e sintetizzando alcuni punti del mio pensiero, la scrisse una mia biografa americana, miss Evelyn Beatrice Hall, nella sua opera “The Friends of Voltaire” edita nel 1909. Il problema fu che l’avventata signorina Hall ebbe la sconsiderata idea di virgolettarla, così che – tempo due mesi – la frasetta, a mio nome, già rimbalzava inarrestabile nei circoli liberal di tutto il mondo. La Hall anni dopo, esattamente nel 1934, corresse il tutto affermando che quelle parole non erano mie, ma ormai erano già entrate nella “Bibbia” del ‘900, il Reader’s Digest… e sapete com’è che funziona, no? Quando un’epoca decreta la sua Bibbia e la conseguente infallibilità, nemmeno l’autore in persona può smentirla…

2.CHE POI NON SAREBBE NEMMENO UN DANNO DI CHISSA’ QUALE PORTATA… insomma, voglio dire, anche se non l’ho mai detta, quella frase ci sta. Nel senso che avrei potuto anche dirla, è perfettamente in linea con il mio pensiero. Però che cazzo, io nella vita ho anche detto, scritto e pensato ALTRO. Parecchio altro, santo cielo! Perché sempre e solo quella frase? Perché mi ricordate sempre e solo con quella frase? Perché, in definitiva, mi trattate come un Marco Ferradini qualunque? Nel senso: se di Marco Ferradini citate sempre e solo la canzone “Teorema” è ovvio, oltre “Teorema” non ha mai più fatto altro. Ma io, perdonate la spocchia, ho scritto libri, romanzi, saggi, opere teatrali. Sono stato tra i principali animatori del progetto dell’Enciclopedia, ho combattuto contro la pena di morte, contro la tortura, contro i fanatismi d’ogni genere (religiosi o nazionalisti che fossero), a favore della giustizia, della tolleranza e dell’uguaglianza davanti alla legge. Senza di me voi occidentali, probabilmente, nemmeno sapreste cosa sia una riforma. Senza di me non ci sarebbe stata né la Rivoluzione Americana né, soprattutto, quella Francese. Senza di me La Fayette probabilmente avrebbe combattuto tutta la vita battaglie del cazzo contro i prussiani, e Benjamin Franklin e Thomas Jefferson avrebbero baciato tutta la vita i piedi alla corona inglese. Senza di me non esisterebbe nemmeno il costituzionalismo.
Quindi, per dio, capite che è decisamente deprimente – per me ma soprattutto per voi – ricordarmi solo e soltanto per quella frasetta del cazzo di cui sopra?

3.E ALMENO LA USASTE A RAGION VEDUTA… ma no, porca miseria, nemmeno questo!
Ripeto: non l’ho mai detta ma avrei anche potuta dirla. Ma con un senso ben preciso, per dio! E in contesti appropriati. Voi invece, almeno 99 volte su 100, la sparate completamente a cazzo di cane, trasformando un pensiero che, se non vogliamo dire proprio nobile almeno sensato lo è, in quattro paroline buone per tutte le stagioni.
In sostanza: vi rendete conto che tirate fuori questa frase OGNI VOLTA (e sottolineo ogni volta) che non riuscite più a mandare avanti un dialogo? Ogni volta che rimanete a corto di argomentazioni? Ogni volta che, quale che sia l’oggetto della discussione, vi trovate all’angolo e non sapete più che cazzo dire? E vi rendete conto che è andata a finire che QUESTA STRAMALEDETTA FRASE FINISCE PER ESSERE LA GIUSTIFICAZIONE PER QUALSIASI STRONZATA VI PASSA PER LA TESTA? E, automaticamente, IO FINISCO PER ESSERE IL GARANTE DI TUTTE LE CAZZATE CHE PENSATE?
Io ho lottato per la tolleranza, è vero.
Io ho difeso la sacralità del dialogo e del confronto, verissimo.
Io ho trasformato la difesa della libertà di pensiero nel mio unico credo, ancora più vero.
MA HO SEMPRE DETTO CHE IL DIRITTO ALLA TOLLERANZA SI CONQUISTA CON LA CONOSCENZA. E ANCHE E SOPRATTUTTO LA LIBERTA’ DI PENSIERO SI CONQUISTA CON LA CONOSCENZA.
Che tradotto significa: un’idea, di qualsiasi tipo, non nasce così, all’improvviso come un fungo. Per essere espressa – e per rivendicare il diritto a essere presa in considerazione e rispettata – ha bisogno di basi. Cioè, per dire qualcosa e pretendere (e ottenere) rispetto, DOVETE SAPERE DI CHE CAVOLO STATE PARLANDO.
Voi invece, con l’uso improprio che state facendo del mio pensiero, finite per sostenere che magari, se dite – senza aver mai studiato medicina – che gli antibiotici FANNO SEMPRE MALE e NON VANNO MAI PRESI, medici qualificati devono RISPETTARE il vostro pensiero e BATTERSI FINO ALLA MORTE AFFINCHE’ VOI POSSIATE DIRLO.
Io questo, ragazzi miei, non l’ho mai detto. Mai. Io ho scritto “Candido”, “Zadig” e “Micromegas”, dove gli imbecilli come voi che dicono tutto il giorno stronzate, li massacro. Con l’arma della satira e dell’ironia certo, ma li massacro senza pietà. Altro che difesa del pensiero altrui.

E pensare che io sono stato il paladino del progresso… che ho sempre pensato che il progresso avrebbe reso l’umanità migliore… e che invece adesso mi devo incazzare per l’uso assurdo che fate quotidianamente del progresso…
Meglio tornare all’indifferenza del mio mondo di ombre e non pensarci più.
Un ultimo consiglio prima di ritirarmi: evitate di mettere PRIMA le scarpe e POI i calzini.
Tradotto: prima di scrivere, sarebbe cosa buona e giusta leggere qualcosa.
Almeno ogni tanto.

Cordialmente vostro,
VOLTAIRE

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