Quelli delle labbra bianche

Ci sono libriccini dal peso specifico pressoché inesistente, che se per caso ti capitasse di poggiarli su una bilancia da cucina, probabilmente l’ago neppure si muoverebbe.
Libriccini che si leggono in un pomeriggio. Forse anche meno. Forse basta un viaggio in treno di media percorrenza.
E siccome, per fortuna, la letteratura ancora non si misura in metri né si pesa a chili (almeno non la vera letteratura), in questi minuscoli oggetti così leggeri che un soffio di labbra quasi rischia di farli volare via, spesso si nascondono capolavori preziosissimi e clamorosi.

“Quelli dalle labbra bianche“, fulmineo e brevissimo romanzo (appena 110 pagine) di Francesco Masala, edito per la prima volta nel 1962, è uno di questi.

Protagonista di questo piccolo immenso tesoro è Culubiancu, pagato per suonare a morto le campane della chiesa di Arasolè, minuscolo paesino sardo ai confini del Goceano.
Solo una volta l’anno queste campane le suona gratis. E’ il giorno dei “laribiancos” (labbra bianche), giorno in cui Culubiancu le suona per sé e per ognuno dei suoi amici morti durante la sciagurata campagna di Russia, tragedia da cui lui solo, dei ragazzi del paese, ha avuto la fortuna (o la sventura) di tornare vivo.

E in quei rintocchi di campana prende forma il ricordo di Mammuttone il calzolaio, Tric Trac il fruttivendolo, Pistamurru, Animanea, i gemelli Coccoi, l’ingenuo Sciarlò e Automedonte… “quelli dalle labbra bianche” appunto, vale a dire quelli che mangiano “pane e saliva”, gli affamati, i diseredati, gli ultimi tra gli ultimi, costretti a combattere una guerra assurda che non gli apparteneva. E che ai sardi apparteneva ancor meno.

Una sorta di Spoon River ancora più sanguigna e dolorosa, tenera e sanguigna, di sapore d’erba e grano. Di sapore sardo.

Pubblicata in prima battuta da Feltrinelli, oggi riproposta dalle edizioni del Maestrale.
A ennesima testimonianza di un universo letterario sardo tutto da scoprire, originalissimo e altissimo.

Leggetelo, se potete.
Innamoratevene.
Costa appena 8 euro.

Consiglio del venerdì, anche se con un giorno di ritardo….

#consigliRiccardoLestini

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