Dal micropene di Hitler all’Expo petaloso (scene da un Impero in rovina)

L’intensa settimana appena conclusa (unioni civili, candidature amministrative, dibattiti linguistici… ), lascia in eredità una carrellata di istantanee da antologia, una collezione di immagini e parole più o meno da incubo che, più che una società smaniosa di ripartire e alla ricerca della “svolta buona”, fotografano un mondo simile alla Roma del 476 d.c. o alla Milano manzoniana dilaniata dalla peste.

A tenere banco, nelle ultime ore e negli ultimi giorni, l’aggettivo “petaloso”. Una piccola storia a suo modo bella, di certo dolce e tenera, ma che nello spazio di un niente si è trasformata nel più feroce circo mediatico degli ultimi mesi.
A dare il via, ovviamente, i social: post pieni di bile, rancore, violenza, risentimento, indignazione. Contro la Crusca, contro la maestra e contro il bambino. Ma perché poi? Invidia? Improvviso amore per il purismo linguistico? Mah… Per di più: ma c’è bisogno di prendersela così tanto per un aggettivo? Conservare un po’ di rabbia per le pensioni, gli stipendi bloccati, la disoccupazione, la corruzione e via dicendo, no??

In ogni caso, pioggia di insulti sulla Crusca per il diritto di decidere cosa è italiano e cosa no (in realtà si sono limitati a esprimere un giudizio, a definire “bella” la parola, ricondando che per essere inserita nel dizionario la parola deve entrare nell’uso comune… cioè, si sono limitati a ricordare la legge più elementare dell’evoluzione del linguaggio, più o meno dai tempi della preistoria). E poi, già mi immagino che se disgraziatamente la Crusca avesse ignorato la lettera, sarebbero piovuti lo stesso insulti, contro gli “accademici ingessati, polverosi e insensibili”, “snob”, “radical chic” e via dicendo. Insomma: se sei brutto ti tirano le pietre, se sei bello ti tirano le pietre…

Scariche di rabbia pure sulla maestra. A (quasi) nessuno che gli sia venuto in mente di lodarla questa donna, che non ha fatto altro che valorizzare l’inventiva, la fantasia e la sensibilità di un suo alunno, nonché di lanciare un messaggio a mio avviso importante: la scrittura è sì rigore, ma è anche invenzione (cos’è la scrittura, dalla notte dei tempi a oggi, se non continua invenzione e reinvenzione del linguaggio?). In sostanza questa donna avrebbe solo fatto (bene) il lavoro per cui lo Stato la paga… ma forse è proprio questo il problema: in un paese che odia gli insegnanti, dove il giornalista Rondolino che chiede alle forze dell’ordine di pestarli a sangue ottiene uno scroscio di consensi, è evidentemente impossibile riconoscerne i meriti.

Al bambino invece, come ha già fatto Gramellini, mi verrebbe da dirgli: continua a inventare parole, continua a usare la scrittura come strumento di libertà. Solo fallo in silenzio, che qua fuori sono tutti pronti a saltarti addosso e a strumentalizzare quel che dici. E a renderlo orrendo.
Tipo il nostro Premier Renzi, che è riuscito a dire, senza un filo di vergogna: “Questo progetto per il post Expo, è un progetto petaloso”.
Oppure il ministro Franceschini, che ha sentenziato: “è tutto molto semplice: il fiore petaloso esiste, ed è più bello del fiore non petaloso”.
E’ evidente che siamo alla frutta.
Ma poteva mancare alla festa Gasparri? No, non poteva mancare. Che twitta: “ci mancava la retorica su petaloso, che poi fa a pensare più a peto che a petalo”. Sì, esatto, lo ha scritto Gasparri, quello che va al Family Day perché bisogna difendere i nostri bambini.

A proposito di Family Day, è stata la settimana delle unioni civili.
Il dibattito in proposito, già deprimente da settimane, è stato ulteriormente “impreziosito” da perle indimenticabili. Nell’ordine:
“Se è l’amore la base della famiglia, allora unioni civili anche per cane e padrone” (Giovanardi, Ncd). Bisogna commentare? No, direi che si commenta da sé.
“Abbiamo impedito una rivoluzione contronatura” (Alfano, vicepremier, Ncd). Come sopra. E, da uno dei due, attendiamo presto il tweet: “se ti masturbi diventi cieco”.
Meno male il Movimento 5 Stelle, sempre pronto a “elevare” la discussione. Perciò il senatore Endrizzi grida: “State per approvare una schifezza. Andatevene affanculo”. Poi, per carità, io sono pure d’accordo con Endrizzi, ma insomma… in senato…. va be’…
Non si è astenuto dal dire la sua il grande Antonio Razzi, che non smentendo la sua fama, ha twittato: “Adozione del figliastro: ma un etero che diventa gay è normale? Io pensavo che essere omo fosse naturale, invece no, allora perché?”. Eh??? Offro da bere a chi me la spiega.
Vince, senza ombra di dubbio, il leghista Calderoli, che scaglia l’anatema: “Non ci sono santi: chi voterà sì a questa legge andrà all’Inferno”. Ed è proprio il caso di dire oh-mio-dio….

Lasciando stare i “grandi” dibattiti della politica nazionale e spostandoci sul locale, la situazione non migliora, anzi…
A riprova di quanto il centrodestra sia unito, ecco il leggendario fuorionda della Mussolini: “Bertolaso? Ma se po’ candidà quer cojone… “.
Certo che Bertolaso ci mette del suo con certi tweet, poi eliminati, tipo questo: “Per impedire che i rom rovistino, elimineremo i cassonetti. Uno dei modi per combattere l’illegalità”. Non per ripetermi ma… oh-mio-dio…
E che dire del deflino renziano Nardella? Da Oscar il sindaco di Firenze a “Tagadà” (La7): “Il cenacolo di Leonardo non è a Firenze, ma è senz’altro in Toscana… “. E’ a Milano da secoli, dio santo…. ma ogni tanto tacere???

Infine, per concludere la saga dell’orrore, soliti siparietti erotici con protagonista la Boschi.
Alla scuola politica del PD, si toglie la giacca per il caldo e subito parte un brusio esultante della folla.
“Mi sono solo tolta la giacca, mica sono nuda… “, commenta la Maria Elena nazionale.
E, puntualmente, torna sulla scena il leggendario Tinto Brass che dichiara: “Vorrei tanto lavorare con Maria Elena Boschi”.

Ma consoliamoci. Il problema non è solo italiano.
In Inghilterra, tanto per fare un esempio, è una settimana che non si discute d’altro che della dichiarazione storica (storica???) riportata dall’autorevolissimo “Sun”:

“Hitler aveva un micropene e un solo testicolo”.

Continuiamo così….

‪#‎universiRiccardoLestini‬

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