Quindici anni fa

Pensare che quindici anni fa ci risero letteralmente in faccia.
Nell’ingenuità dei nostri vent’anni o poco più, volevamo porre all’attenzione del mondo, tra le altre cose, l’emergenza climatica del riscaldamento globale.
Nell’ingenuità dei nostri vent’anni o poco più, pensammo di dedicare a questo argomento il primo Forum, quattro giorni prima delle manifestazioni.
Nell’ingenuità dei nostri vent’anni o poco più, pensavamo che era necessario scendere in piazza, tra le altre cose, per dire come gli USA dovessero a tutti i costi sottoscrivere il protocollo di Kyoto, essendo responsabili dell’emissione di oltre il 35% di biossido di carbonio su scala mondiale.
Nell’ingenuità dei nostri vent’anni o poco più, pensavamo che era necessario scendere in piazza, tra le altre cose, per dire che anche i paesi in via di sviluppo, specie la Cina e l’India, dovessero per forza sottoscrivere quel protocollo.
Nell’ingenuità dei nostri vent’anni o poco più, pensavamo che era necessario scendere in piazza, tra le altre cose, perché – dicevamo allora – tra dieci anni o poco più ci troveremo le città avvolte da una corte impenetrabile e insostenibile di smog.
Nell’ingenuità dei nostri vent’anni o poco più, pensavamo che sarebbe stato impossibile non ascoltarci.
Eravamo ingenui davvero. Infatti non solo non ci ascoltarono, non solo ci risero in faccia, ma ci massacrarono di botte.
Del resto, cosa volete, “a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si hanno in testa a quell’età… “.
Peccato solo che avevamo ragione.
Tragicamente ragione.

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