Perché tuttti questi articoli per Pasolini?

Rispondo così, senza rileggere né correggere, con una brutta scrittura dettata da fretta e assenza di riflessione. Vengo da venti giorni intensi, intensissimi – forse troppo, impegni accatastati e soprattutto densi di continue riflessioni. Forse sono stanco per riflettere ancora. Ma tant’è. In ogni caso, dicevo, giorni intensi e pieni di scadenze, dove nel mezzo sono entrate a gamba tesa vicende personali – alcune splendide altre tragicissime – che mi hanno ulteriormente scombussolato. Giorni intensi e pieni e colmi di cose, dove voi che mi leggete sempre, spesso o anche solo saltuariamente, avrete notato, sono stati fagocitati dalla figura di Pier Paolo Pasolini. Quindici-venti giorni in cui ho scritto articoli a ripetizione, post, brevi saggi, inchieste, dove ho partecipato a incontri e tavole rotonde tutte incentrate su Pasolini, in occasione del quarantennale della sua morte.
Mi dispiace se vi ho mio malgrado rotto i coglioni con questo diluvio pasoliniano ma la scrittura, e soprattutto la pubblicazione, è democratica, potevate e potete non leggere, nel caso vi sia sembrato e vi sembri eccessivo… almeno voi potete scegliere, pensate invece i miei poveri studenti cosa sono costretti a subire in questo mese… 🙂
Scherzi a parte, scrivo queste righe dopo aver letto molte cose in questa ricorrenza. Ho letto post e articoli volgarmente denigratori, che nemmeno prendo in considerazione. Ho visto decine e decine di frasucce e citazioncine da diario, prive di contesto, che sfiorano l’idolatria adolescenziale, e nemmeno queste prendo in considerazione.
Però ho letto molte critiche articolate che, pur non condividendo, ho preso molto sul serio. Perché, si chiede in sostanza, tutti questi articoli su Pier Paolo Pasolini? Perché tutte queste sviolinate, perché tutta questa corsa alla memoria? Perché si vuole santificare Pasolini, perché non si parla dei suoi aspetti spregevoli, perversi, nonché delle sue contraddizioni?
Rispondo, a titolo personale…
1) Ho dedicato alla figura di Pier Paolo Pasolini gran parte dei miei studi letterari, NON mi sento un’autorità in materia ma mi sento ugualmente in diritto di affermare che NON si tratta di santificazione, ma di “resituzione”;
2) resto fermamente convinto (vedi il mio articolo, pubblicato anche qui su fb, su questa stessa pagina, poco più sotto “Come smettere di uccidere Pasolini”) che di Pasolini, al contrario, se ne sia parlato – negli anni – TROPPO POCO; nel senso che tutte le discussioni in merito sono state egemonizzate proprio da quei cosiddetti aspetti “spregevoli e perversi”, e che in realtà, sulla sua opera, su un confronto DIRETTO E REALE con la sua opera, regni ancora un vergognoso silenzio;
3) chi infatti ha partecipato con passione e sincerità (e ho la pretesa di essere uno di questi) a questo quarantennale ha cercato proprio di fare questo: di rimettere al centro della discussione l’opera di Pasolini… i suoi romanzi, le sue poesie, i suoi film prima della sua vicenda biografica; opere decisive come “Ragazzi di vita”, “Le ceneri di Gramsci”, “Teorema”, “Salò”…. sarebbe bello, e ancora nonostante tutto non ce la facciamo, dibattere anzitutto sul loro significato artistico ed etico;
4) le ombre di Pasolini, le spregevolezze di cui sopra, hanno lo stesso destino: sono meri strali accusatori che si perdono nella vicenda giudiziaria di un uomo – Pasolini appunto – finito continuamente sotto processo, quasi sempre chiamato a difendersi su questioni a dir poco assurde e paradossali; anche qui invece, sarebbe bello discernere la persecuzione dalla contraddizione e, quest’ultima, dibatterla e discuterla seriamente…
5) parliamo di un uomo, un artista, sostanzialmente non compreso dalla sua epoca, epoca che forse nemmeno aveva gli strumenti per capirlo; noi non abbiamo questa scusa e non possiamo continuare a comportarci come quarant’anni fa;
6) inoltre, infine, ai più vorrei ricordare che l’omicidio Pasolini è a tutt’oggi IRRISOLTO (http://www.wordsinfreedom.com/pasolini-40-anni-fa-come-un-…/): sicuri che se ne parli troppo? sicuri che non parlarne sarebbe meglio? nessuno vuole che finalmente emerga la verità in una delle vicende giudiziarie più vergognose degli ultimi decenni?
7) con il mio ciclo “pasoliniano” non ho ancora finito… anzi, ne ho ancora per un po’, per chi vorrà ascoltare… e soprattutto per chi vorrà dibattere, sono qui, pronto a discutere su ogni inestricabile contraddizione…

Riccardo Lestini

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