Lestini a Sanremo – edizione 2015 – la cronaca e i voti del Festival sera per sera

LA PRIMA SERATA

Neanche quest’anno Lestini è riuscito a farne a meno, l’attrazione perversa di Sanremo ha ancora una volta esercitato tutto il suo potere. In generale, pur in attesa delle prossime sere ma obiettivamente oltre ogni ragionevole dubbio, si può dire di aver assistito a una delle peggiori (la peggiore?) serate d’esordio della storia del Festival. Nel dettaglio, ecco voti e giudizi della prima serata, rigorosamente dal più alto al più basso:
MALYKA AYANE: fuoriposto. Nel senso: cosa ci fa una delle migliori interpreti della musica leggera italiana di oggi in questa valle di lacrime? Come al solito, voce della madonna e classe innata. Un Sanremo così basso e trash non merita la sua grazia. La canzone però non pare delle migliori. Forse tradita dall’emozione, in ogni caso è l’unica a strappare la sufficienza. Sicuramente da riascoltare. Voto: 6
CHIARA: il prodotto per eccellenza dei Talent Show arriva all’Ariston con un pezzo che più sanremese di così è pressoché impossibile. Testo orrendo, arrangiamento coatto, melodia ovviamente orecchiabile. Sembra assurdo, ma in questo festival così pessimo, quanto ho appena scritto sono praticamente dei pregi. Inoltre, la ragazza almeno una bella voce ce l’ha. Voto: 5,5
ALEX BRITTI: come Malyka Ayane, un alieno in questo mare informe di starlette e pessima musica. Nonostante il curriculum dell’artista, la canzone è mediocre. Forse più che mediocre. E lui nell’interpretarla pare quasi svogliato. Insomma, Alex, quando cazzo ricominci a suonare sta chitarra? Voto: 5
ANNALISA: vedi quanto scritto per Chiara. Parola per parola. Tranne che a interpretazione è un gradino sotto. Voto: 5
LARA FABIAN: bella voce, interprete sicuramente di livello. Ma la canzone è oscena, e il testo è una sfida alla logica più elementare. Qualcuno me lo spiega per favore? Voto: 4,5
DE MICHELE – CORUZZI: l’idea sarebbe quella di creare pathos e portare a Sanremo tematiche forti. Il risultato è un pezzo patetico e una tematica (essere donna in un corpo di uomo, o viceversa) trita e ritrita. Per chi ha bisogno di ascoltare storie simili trattate con toni diversi da quelli dell’Arena di Giletti è pregato di ascoltare 10 volte al giorno “Princesa” di De André. Tornando al duetto sanremese, la De Michele è pure una discreta autrice, azzecca tre versi, ma il resto è un melenso di una banalità sconcertante. L’interpretazione, sua e della ex Platinette, un incubo. Voto: 4
NEK: almeno ci prova, con l’energia. Ma non c’è altro. Pezzo orrendo e arrangiamenti da saggio delle medie. Voto: 4
GIANLUCA GRIGNANI: biascica un pezzo copiato dal compagno di classe depresso del liceo. Quasi quasi lo preferivamo sbronzo e irragionevole. Voto: 3,5
DEAR JACK: mezzora per capire, senza riuscirci, chi cazzo fossero e da dove sono saltati fuori. Altra mezzora a chiedermi: perché? Voto: 3
NESLI: idem come sopra. Voto: 3
REGIA: ah, c’era anche un regista ieri sera? Voto: 2,5
SCENOGRAFIA: Indipendence Day. Ma, purtroppo, senza attacco alieno a distruggere la terra. Voto: 2
EMMA/ ARISA: imbarazzanti quando vogliono essere simpatiche, incapaci quando vogliono essere serie. Emma ha bisogno delle lenti a contatto, visto che non riesce a leggere il gobbo. Arisa… oddio Arisa… Voto: 1
CARLO CONTI: gesùgiuseppemaria… come direttore artistico è riuscito in un’impresa che pareva impossibile: fare peggio di Simona Ventura, assemblando un gruppo di cantanti che a tratti paiono la finale del Karaoke di ferragosto alla rotonda di Cesenatico. Come autore propone un pastone di lentezza e nefandezze varie: sfora di quasi 50 minuti allungango all’infinito una brodaglia che già in tempistiche normali sarebbe stata insostenibile. Un incubo la sfilata della famiglia più numerosa d’Italia, col pater familias che ringrazia 50 volte Gesù Cristo per avergli fatto sfornare figlioli in nome del regno di Dio sulla terra. Le gag dei finiti giornalisti col gruppo comico (comico???) dei Boiler sono un attacco alla decenza. Preso come presentatore è lento, noioso, pretenzioso. Fare peggio è veramente impossibile. Voto: 0
ALESSANDRO SIANI: comico? ma dove? banale, facile, ammiccante, superficiale, volgare, inopportuno (ma si può mettersi a sfottere un ragazzino in sovrappeso???). Appena meglio del Bagaglino, ma fa rimpiangere Alvaro Vitali. Chi a suo tempo paragonò questo tizio a Troisi, è pregato di fare 80 giorni di digiuno per penitenza. Voto: 0
ROCIO: bellissima. E inutile. In quattro ore di diretta sta sul palco sì e no 8 minuti, e solo per spiegare proverbi spagnoli. Fabio Fazio ci aveva fatto dimenticare le soubrette da vetrina. Riabituiamoci. Voto: non pervenuta.
AL BANO E ROMINA: …………………………………………………………………. mi allineo a quanto scritto dal mio amico Francesco Moneti: anche io avrei una battuta, ma non posso scriverla. Voto: non ho una calcolatrice per elaborare numeri così negativi.


LA SECONDA SERATA

Allo start della seconda serata di tortura, vista la prima, nonostante l’adagio “si può solo fare meglio”, Lestini nutriva le più funeste aspettative. Che puntualmente sono state rispettate. Ecco voti e giudizi nel dettaglio, sempre in ordine decrescente…
NINA ZILLI: premessa indispensabile: sono pazzo di questa donna, e ogni volta che la vedo mi va in tilt l’intero sistema ormonale, quindi possibile che un mezzo punto sia dovuto a questo. Il resto no. Obiettivamente, ormoni a parte, è l’unica canzone delle venti che mi sia piaciuta. Coraggiosa, la Zilli porta un soul/blues (mai visto da queste parti) vitale e vivace, interpretato magistralmente. L’unica vera boccata d’ossigeno in questo osceno deserto dei tartari. Voto: 7
IRENE GRANDI: è lei… o non è lei? pezzo strano fuori dal suo repertorio e dalle sue corde, cantato senza grinta né convinzione. Testo piatto, canzone nel complesso scialba. A disagio. Voto: 5
MORENO: a parte la domanda “che ci fa tra i big?”, ennesimo finto rap che fa tanto ggggiovane. Mezzo punto in più per il testo: è l’unico in gara a parlare vagamente di realtà. Voto: 5
MARCO MASINI: il look con cui si presenta è da 8… finalmente non è gommoso né platinato… ci si spera un po’, ma poi… noooo, ecco che per la 1000sima volta ci canta un pezzo sul tema “ora ricomincio a vivere”. Ovviamente uguale agli altri 999. Voto: 4,5
RAF: ovvero, l’auto demolizione di un monumento. Un pezzo di rara bruttezza, cantato senza voce né convinzione. Dispiace, e mentre canta (canta?) viene voglia di gridargli: rifacce er battito animale!!! Voto: 4
ANNA TATANGELO: lei ha la stessa intensità espressiva di Manuela Arcuri nella fiction “Carabinieri”. Il pezzo (come tutti quelli che scrive Kekko dei Modà) non è che sia brutto… è inutile. Talmente inutile che potrebbe anche vincere. Voto: 4
LORENZO FRAGOLA: se i Talent sono davvero il futuro della musica, allora spariamoci e facciamola finita. Sto povero ragazzetto minorenne pare abbia vinto X Factor sbaragliando la concorrenza di migliaia di avversari. Mah… canzone tremenda, cantata male e interpretata peggio. De profundis. Voto: 3,5
BIANCA ATZENI: come sopra, parola per parola. Con l’aggravante che pure questo pezzo l’ha scritto Kekko dei Modà. Voto: 3
I SOLITI IDIOTI: vorrebbero rifare Cochi e Renato, oppure Rossi e Jannacci. Il problema è che quelli erano artisti, questi qua no. Solo un’Italia stolta come la nostra riesce a scambiarli per uomini di spettacolo. Voto: 2
IL VOLO: a loro il teatro tributa l’applauso più lungo e convinto. Si veda quanto scritto sopra a proposito dell’Italia. Un’offesa a tutti i veri musicisti. Osceni, patetici, vomitevoli. Voto: 1
I GIOVANI:
Chanty: la canzone è banalotta, né carne né pesce insomma. Però lei ci mette l’anima nel cantarla. Anzi: lei l’anima ce l’ha davvero… qualità rarissima di questi tempi. E infatti viene eliminata. Voto: 6,5
Kuzo: anfetamina e Benny Hill. Niente di che, ma almeno fanno ridere. Voto: 5,5
Nigiotti: sanremesissimo (ma nella categoria giovani non si dovrebbe dare spazio agli esperimenti?) e vuoto. In più: ok parlare, ma perché ci canta pure in livornese? Un po’ di dizione no?? Voto: 3
Kaligola: di nuovo il finto rap, che a tratti imita Cristicchi che imita Jovanotti. Clonato. Voto: 3
LO STAFF:
Carlo Conti: due note di merito: 1) ha spostato i giovani in prima serata, anziché spedirli sul palco a mezzanotte; 2) dopo gli sforamenti della prima sera è rientrato in tempi sostenibili. Ma è troppo poco: il festival continua a essere penoso come non accadeva da tempo. Inoltre, più si va avanti più somiglia al momento della messa in cui si prega per i cari estinti: insomma, quando la finiamo di parlare di morti per strappare gli applausi???? Poi ci credo che chiama “eroe” il medico di Emergency perché è sopravvissuto all’ebola (mica per le attività di Emergency): in un festival di morti, un sopravvissuto fa quasi paura. E poi i comici… ieri Siani, oggi Pintus… ma come gli è venuto in mente? Pintus… che fa monologhi su quanto sia inutile la scuola e sui derby Italia Francia… per fortuna, almeno stavolta, la platea ha un impeto di intelligenza e NON RIDE per tutta l’imbarazzante esibizione. Si conferma il voto di ieri: 0
Regia: peggio della prima sera… almeno martedì non si è sentito, ieri ha sbagliato qualsiasi possibile inquadratura: voto 0
Emma e Arisa: alle due avevamo dato 1 per incapacità manifesta. Se ne sono accorti pure gli autori, e infatti gli hanno dimezzato il tempo di esposizione sul palco. E sono state lo stesso disastrose. Voto: 0
Rocio: prima serata: 8′ sul palco in 4 ore. Ieri: 7′. L’incarnazione dell’inutilità. Voto: non pervenuta.


LA TERZA SERATA

Rieccoci. Serata come ormai capita da anni dedicata alle cover. Di solito serata salvagente, nel senso che se le canzoni fanno cagare almeno ripescare vecchi successi tiene in piedi la baracca. Come temevo però, visto che la baracca è già crollata da un pezzo, anche le cover hanno risultati funesti. Andiamo nel dettaglio:
MALYKA AYANE: propone una versione di “vivere” di Vasco da brividi, eseguita in maniera straordinaria e dolente. Troppa classe, troppo raffinata. Troppo tutto per questo palco. Da queste parti nessuno la capirà mai. Vattene finché sei in tempo. Voto: 8
NINA ZILLI: versione esuberante e travolgente di “se bruciasse la città”. Anche lei troppa classe, troppo fine, troppo brava, troppo tutto. Inoltre, la amo perdutamente. Vieni via di lì e sposami. Voto: 7,5
NEK: ora Nek che canta Mina è un paradosso storico, tipo Lenin riportato in patria dai tedeschi, per intenderci. Preparato al peggio, devo ricredermi. Tra le poche cover non solo a salvarsi, ma a convincere: bravissimo, grinta superiore e tanta anima. Stupore puro. Voto: 7,5
CHIARA: lei propone “il volto della vita” della Caselli. Pezzo totalmente nelle sue corde. E lei, come interprete, difficilmente delude. Voto: 7
IRENE GRANDI: a dimostrazione che la canzone con cui è in gara è proprio fuori dalle sue corde, la Grandi si riprende con una hit storica di Patty Pravo. Certo le manca il sublime decadentismo dandy-dark della Patty, ma l’interpretazione regge. Voto: 6,5
MARCO MASINI: dopo Nek, l’altra sorpresa è lui. Porta “sarà per te” di Francesco Nuti, stecca un paio di volte ma è sincero e pulito. A un certo punto, mi commuove pure. Voto: 6,5
ALEX BRITTI: anche lui in gara con un pezzo che non gli appartiene, si riprende con la cover. Sceglie i Dik Dik, spinge sull’acceleratore, cuore, energia e chitarra. Ci sta. Voto: 6,5
ANNALISA con “Ti sento” dei Matia Bazar, per nulla facile, dimostra di essere interprete discreto. Manca la sensualità della Ruggiero, ma almeno il pezzo non è violentato. Visto il resto, non è poco. Voto: 6
RAF: niente da fare, quest’anno ha proprio deciso di rovinarsi. Senza voce, sceglie un pezzo di Massimo Ranieri, l’uomo con la voce più potente d’Italia. Una versione di “Rose Rosse” da incubo, stonata e storpiata. Mezzo voto in più per ciò che fu (come ieri: rifacce er battito animale… ) voto: 4,5
ANNA TATANGELO: lei va su Gigliola Cinguetti. La cover sarebbe senza infamia e senza lode… ma è lei il problema… lei che… uff, detesto ripetermi, ma: stessa intensità espressiva dell’Arcuri in “Carabinieri”. Voto: 4,5
LORENZO FRAGOLA: “una città per cantare” di Dalla&Ron. Esecuzione piatta, inutile. Interpretazione prossima allo zero. Dimenticheremo con gioia. Voto: 4
LARA FABIAN: sceglie un pezzo dolente di Ornella Vanoni dolente e difficile. Bella voce, ma non ha molto chiaro cosa sta cantando, il senso di ciò che dice. Studia figlia mia, studia. Voto: 4
IL VOLO: gli improponibili baby tenori si lanciano in “ancora”. L’ariston gli tributa una nuova standing ovation e non si capisce davvero perché, masochismo a parte. Chissà che ne pensa Marzullo. Voto: 4
DEAR JACK: nella serata in cui sono stati beatamente fatti a pezzi brani splendidi, la vittima preferita è Luigi Tenco. Se vuoi cantare “Io che amo solo te”, fallo. Ma ci vuole ferocia e disperazione. Fame. Questi qua invece pensano che Tenco sia un cantante pop. Affanculo. Voto: 3,5
DE MICHELE – CORRUZZI: la versione di “Alghero” di Giuny Russo che propongono, è pure divertente. C’è un problema però: non sanno cantare. Inopportuni. Voto: 3
NESLI: “mare mare” di Carboni. No, ti prego… ancora il finto rap noooooooo!!!!!! Voto: 3
I SOLITI IDIOTI: visto che vogliono fare i Cochi e Renato della situazione, lo dichiarano apertamente e portano “e la vita la vita”. Manca tutto: il surrealismo, la provocazione, la leggerezza. Nient’altro? Ah sì, il talento. Voto: 2,5
MORENO: a parte ancora il rap (bastaaaaaaaaa)… ma poi: ti sembra che si possa rappare (malissimo oltretutto) “una carezza in un pugno”???? Denunciatelo. Voto: 2
GIANLUCA GRIGNANI: i Dear Jack iniziano a demolire Tenco. Lui completa l’opera. Canta “vedrai vedrai” come un fan sbronzo di Syd Vicious canterebbe “anarchy” al centro sociale di Vigevano la notte di capodanno. Galera. Voto: 1
BIANCA ATZENI colpo di grazia a Tenco. “Ciao amore ciao”. Semplicemente la peggiore. Qualcuno le spieghi chi era Tenco. E Dalida. E il solfeggio, già che ci siamo. Voto: 1
I GIOVANI:
Serena Brancale: la migliore. Un jazz coraggiosissimo interpretato meravigliosamente. Voce che fa sognare. E infatti viene eliminata. Voto: 7,5
Giovanni Caccamo: quel Renga style che a Sanremo vince sempre. Bravino, ma già visto e rivisto. Voto: 5,5
Rakele: niente di nuovo sul fronte occidentale. Ennesimo tentativo di clonate Syria e la Pausini. Voto: 5
Amara: bel pezzo, bel testo. Lei intensa, anche se recita troppo e va troppo sopra le righe. Voto: 6
IL CAST:
Carlo Conti: c’è poco da aggiungere a quanto scritto le sere precedenti, solita brodaglia, solita noia, solito scempio musicale, solito ritmo sotto zero. Però finalmente una cosa davvero buona c’è: Luca e Paolo. Dopo il pessimo Siani e l’improponibile Pintus, finalmente qualcuno che in dieci minuti fa ridere con bravura (e finalmente smerda festival dei defunti). A riprova che basta poco… mica ho detto Dario Fo, ho detto Luca e Paolo, due bravi, bravissimi artisti. Basta la bravura insomma. E la decenza. Dai Carlo, che forse lo stai capendo e l’anno prossimo andrà meglio. Mezzo punto d’incoraggiamento. Voto: 0,5
Emma e Arisa: gli autori continuano a ridurre la loro presenza sul palco, vista la manifesta incompetenza. Loro non si danno per vinte e riescono a essere terrificanti anche in una manciata di secondi. Stoiche. Voto: 0
Rocio: sempre e ancora e ancora di più inutile. Voto: non pervenuta


LA QUARTA SERATA

Penultima serata del festival, con il vincitore della categoria Giovani e i quattro big eliminati. Sostanzialmente, tutto secondo copione (purtroppo). Nel dettaglio, ecco l’elenco di voti e giudizi.
I SOMMERSI
Nella logica sadica della gara, 4 big (big?) dovranno vedere la finale di stasera in tv. Sono: Fabian, Raf, I Soliti Idioti e Tatangelo. Diciamo subito: non ci mancheranno… però… però insomma, tranne l’improponibile duo comico, gli altri tre potevano salvarsi. Nel senso: non sono i peggiori. Pessimi, ma non i peggiori. Ma tant’è….
RAF: canzone brutta. Lui inoltre non ha più voce a prescindere, e per di più gli viene pure la laringite. Premio speciale della sfiga e mezzo punto in più in ricordo di ciò che fu. Solidali. Voto: 5
TATANGELO non si può dire “canzone brutta”… è piuttosto un saggio esemplare sull’inutilità. Lei inoltre, già scritto più volte, ha la stessa espressività di un forno a microonde. Certo, ha una scusante gigantesca: anni di convivenza con Gigi D’Alessio avrebbero reso inespressivo anche Dario Fo. Stordita. Voto: 4
LARA FABIAN: bella voce. Per il resto, oltre al dubbio di chi cazzo sia questa qua, il pezzo è un enigma. Non ermetico alla De Gregori, ma proprio nel senso che non ci si capisce un cazzo perché non vuol dire un cazzo. Impalpabile. Voto: 4
I SOLITI IDIOTI solo per averli chiamati, Carlo Conti andrebbe esiliato a Sant’Elena. Come dare ragione ai giustizialisti. Voto: 1
I SALVATI
Malika Ayane: la prima sera era emozionata, inoltre canzoni come le sue è necessario riascoltarle. Detto fatto. Bellissimo pezzo, splendida interpretazione. Perché è a Sanremo? Voto: 7,5
Nina Zilli: vorrei parlare del pezzo, bellissimo blues, ma ho appena saputo che il 17 febbraio uscirà un videoclip erotico con lei protagonista. Lo vedrò e la mia vita sarà rovinata per sempre. La amo disperatamente. Il pezzo si chiama “sola”, e una vaga idea per risolvere la situazione ce l’avrei… Voto: 7
Chiara: questa ragazza ha una voce straordinaria… peccato che la canzone sia molto più che mediocre… ma tipo trovarle un autore vero??? Voto: 5,5
Irene Grandi: un pizzico meglio della prima esibizione, ma questa canzone c’entra con lei come Renzi con la sinistra. Voto: 5,5
Alex Britti: come Irene Grandi, pezzo fuori dalle sue corde. E a proposito di corde: l’idea di tornare a fare il chitarrista a tempo pieno? Che ne dici Alex? Voto: 5
Annalisa: bravina, con una canzone che è la quintessenza della mediocrità senza sangue di sessant’anni di storia sanremese. Attenzione però: nel panorama di quest’anno, è un’eccellenza. Voto: 5
Nek: lui è in forma splendida. La canzone purtroppo no. Voto: 5
Marco Masini: un vaffanculo senza parolacce e un disperato in occhiali e pizzetto. Già visto. Voto: 4,5
Lorenzo Fragola: insipido, voce piatta, canzone sanremesissima, cioè con testo optional e arrangiamento da saggio delle medie. Al 99% sarà tra i primi tre. Voto: 4
Moreno: finto rap. Cioè, come già scritto: parlare vagamente di realtà imitando Cristicchi che imita Jovanotti che imita se stesso. Voto: 3,5
Dear Jack: pietà, per favore pietà. Voto: 2
De Michele – Corruzzi: un testo che affronta la tematica gay come le fiction con Anna Valle e Beppe Fiorello. L’interpretazione, un incubo. Voto: 2
Bianca Atzeni: chi è? Perché? Oltre a vestirsi da bomboniera, perché è qui??? Voto: 1
Nesli: come sopra, senza neanche i vestiti da bomboniera. Voto: 1
Gianluca Grignani: più gonfio di Jim Morrison nella primavera del 70. Ma non canta Roadhouse Blues. Voto: 1
Il volo: osceni, improponibili, vuoti, lacrimevoli, scandalosi. Osannati dal popolo. Vinceranno. Metafora delle elezioni politiche. Voto: 0
GIOVANI:
Tra la discreta Amara (6,5) e gli psicopatici Kutso (5), ovviamente vincono quest’ultimi. Poi si sfidano la versione livornese del Grignani che fu, Nigiotti (4,5), e il clone di Renga, Caccamo (5), che vince e che in finale passa a man bassa. Complimenti Renga… cioè complimenti Caccamo.
LO STAFF:
Carlo Conti: riazzecca la parte comica (la Raffaele è esilarante). Per il resto, linea totale con il neo presidente Mattarella: il presidente alla cerimonia d’insediamento ha invitato il condannato Berlusconi, Conti chiama a Sanremo l’indagato Conte. È nato un nuovo Baudo. Presenterà Sanremo per altri dieci anni. Voto: 0
Emma e Arisa: il loro agente deve aver sbattuto la scarpa sul tavolo come Kruscev all’ONU. Il risultato è che riguadagnano spazio sul palco. Emma arriva vestita da Paolina Bonaparte. E va be. L’altra arriva in una tenuta a metà tra Betty Boop e una sexy infermiera delle commedie con Lino Banfi e Alvaro Vitali. Ma non è Edwige Fenech… è Arisa. Pirandelliana. Voto: 0


LA FINALE

Con la malinconia del sipario calante, ma soprattutto con la domanda (cui nemmeno una task force di psicanalisti è riuscita a trovare una risposta) del perché io continui a seguirlo in maniera così ostinatamente maniacale, è finito anche questo Sanremo.
Senza troppi preamboli, andiamo ai voti della finalissima, seguendo l’ordine effettivo dei piazzamenti dei cantanti
IL VOLO: scrivevo ieri: vinceranno. E hanno vinto. Hanno vinto perché sono stati lo specchio perfetto di questo Festival, lo specchio perfetto di questo momento storico. Hanno vinto perché sono i peggiori. Parafrasando Boris hanno vinto perché sono il peggior conservatorismo possibile colorato di finta giovinezza e ingannevole novità. In una parola: renziani. Viva l’Italia che NON resiste. Voto: 0
NEK: quando è stato reso noto il terzetto dei finalisti, visto che tanto la mia Malyka non avrebbe mai potuto vincere, confesso che mi sono messo a tifare per Nek. Non perché avesse una bella canzone, anzi. Non perché lo apprezzi come artista, anzi (“Laura non c’è”, assieme ad Ambra che canta “T’appartengo” a Non è La Rai e alla manina appiccicosa delle patatine, resta uno dei ricordi più tetri della mia misera adolescenza all’inizio degli anni novanta). Però almeno è un cantante, almeno mi ha sorpreso con la cover di Mina. Però, insomma, chiunque piuttosto che Il Volo. Non ce l’ha fatta. E alla fine mi dispiace pure. Confuso (io, non Nek) Voto: 5
MALYKA AYANE: al terzo ascolto, questo pezzo è ancora più bello. Bel testo e, soprattutto, l’interpretazione di ieri sera è stata meravigliosa. Leggera e dolente. Una voce di fata su movenze da regina degli elfi. Fuori concorso. Voto: 8
ANNALISA si presenta sul palco praticamente nuda. Ma non essendo Nina Zilli non ci casco. Voce discreta, ma canzone brutta e insipida. Nonostante questo, tra le migliori. Voto 5
CHIARA Lei sempre più brava. La canzone sempre più brutta. Sprecata. Voto 5,5
MARCO MASINI solito Masini che un po’ si dispera e un po’ ti dà della bella stronza. Sesto posto inatteso, ma visto il resto ci sta. Paludoso. Voto 4,5
DEAR JACK sconosciuti prima di martedì, la mia vita non si è arricchita. Troppo avanti in classifica. Irritanti. Voto 2
GRIGNANI il James Dean di Quarto Oggiaro, da martedì biascica, sputacchia e barcolla. Voleva essere Kurt Cobain, si sente Lou Reed, non è nemmeno un terzo di Scialpi. Pretenzioso. Voto 1
NINA ZILLI Bella e impossibile. Per lei metterei da parte il mio anticonformismo e festeggerei San Valentino con rose e cioccolatini. Dimenticavo: la canzone è molto bella. La migliore dopo Malyka. Nono posto inspiegabile. Dea. Voto 7
LORENZO FRAGOLA lo temevo nel terzetto dei finalisti. Ma ogni tanto stranamente si riscopre il limite della decenza. Inconsistente. Voto: 4
ALEX BRITTI lui sarebbe tutt’altro. Pezzo completamente sbagliato. Peccato. Voto 5
NESLI la mia penna si rifiuta di parlare. Presenza incomprensibile. Voto 1
IRENE GRANDI stanca e in affanno, la canzone non l’aiuta. Il tredicesimo posto però pare eccessivo. Punita. Voto 5
MORENO per il mio pensiero sul falso rap, vedi articoli precedenti. Voto 3
BIANCA ATZENI Orietta Berti che si crede Battiato. Improponibile. Voto 1
DE MICHELE – CORUZZI sanremo è un’Italia parallela dove crisi, miseria ed emarginazione non esistono, e le uniche preoccupazioni sono le pene d’amore. Se però affrontare tematiche sociali vuol dire farlo come questi due, forse è preferibile l’Italia parallela. Inopportuni. Voto: 2
GLI OSPITI
PFM: poesia. Un sogno, fanno dimenticare di essere a sanremo. Sublimi e immortali. Voto 10 e lode
Gianna Nannini: sembra reduce da una seduta sciamanica a base di peyote e mescalina. Allucinogena. Voto 4
Enrico Ruggeri: il veterano irrompe sul palco per presentarci un inedito che noooo!!!! è dedicato ai colleghi scomparsi! Basta co sti mortiiii!!!! Oltretutto il pezzo è orrendo, peggio – per chi la ricorda – della balalaica. Il mare d’inverno è un lontanissimo ricordo. Voto: 4
Panariello: è Panariello. Voto: 2
LO STAFF
Carlo Conti: ha diretto il peggior sanremo degli ultimi vent’anni, la peggiore musica, il peggior mix di luoghi comuni, noia, melensaggine, patetismo e violenza del grigiore. Squallore vestito di normalità rassicurante. In una parola: democristiano. Voto: 0
Emma e Arisa: per tutta la settimana la quintessenza del l’incapacità. Ma quando ieri sul finire leggono, malissimo e piangendo, una letterina scritta di loro pugno per ringraziare Carlo Conti, è troppo anche per me. Spengo la tv per riaccenderla solo al momento della proclamazione. Oltraggiose. Voto: -100
Rocio: ah, c’era anche lei? Voto: non pervenuta.

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