Camere separate

“Sente come una profanazione e un sacrilegio il peso enorme di tutta la violenza che quel bambino ha dovuto sopportare, lui, il piccolo, l’indifeso, impastato solamente della propria purezza e della propria, ingenua, bontà. E si sente folle, perché capisce che solo il dolore estremo può fare impazzire”.

Oggi nel consigliarvi pagine da sfogliare faccio un piccolo salto indietro nel tempo e vi propongo la lettura di quel che ritengo essere un capolavoro senza se e senza ma, vale a dire CAMERE SEPARATE, ultimo libro – datato 1989 – di quel genio assoluto che fu Pier Vittorio Tondelli.
Trattasi di un romanzo breve e intenso, doloroso e dolcissimo, struggente e pieno (è edito dalla Bompiani, e lo trovate in qualsiasi libreria in edizione tascabile e a un prezzo irrisorio).
Scritto in prima persona, è un apologo sulla solitudine e sulla diversità, un percorso introspettivo e coraggioso all’interno della coscienza del protagonista.
Leo, scrittore trentacinquenne di discreto successo, omosessuale, assiste impotente alla morte tragica del suo compagno, Thomas. Da questo lutto atroce e innaturale, inizia un viaggio disperato e inarrestabile lungo i sentieri della sua memoria, nel quale ripercorre tutte le tappe principali della sua vita alla ricerca di un senso alla propria esistenza, alla propria diversità di omosessuale, al proprio essere scrittore.
Ma i capolavori, al di là della storia contingente che ci raccontano, hanno sempre valenza universale, e CAMERE SEPARATE non fa eccezione. Perciò non ci parla di una solitudine, di una diversità. Ci parla di come tutti, omosessuali o no, scrittori o no, siamo soli, diversi, di come tutti gli esseri umani siano una ‘camera separata’ rispetto agli altri.
Un libro in definitiva senza respiro, dove ogni paragrafo ci obbliga a fermarci, a riflettere. E se vi lascia perplessi affrontare un simile romanzo sotto l’ombrellone, fidatevi di me: come ogni disperazione, anche questa è piena di speranza, amore per la vita e per il mondo intero.
Consigliarvi questo romanzo è anche e soprattutto un invito a (ri)scoprire l’opera omnia di Pier Vittorio Tondelli, questo genio assoluto troppo spesso dimenticato, che ha attraversato come un fulmine incendiario gli anni ’80, illuminandoli e squarciandoli, e morto prematuramente ad appena 36 anni. Una produzione, la sua, che a partire dall’opera d’esordio “Altri libertini” (1980, Feltrinelli), ha letteralmente scardinato qualsiasi regola di scrittura e di sintassi per poi, progressivamente, ricomporla e ricostruirla all’interno di un percorso coerente e compatto che si chiude proprio con “Camere separate”.

Leggete. Scoprite. Fatevi male. Arricchitevi.

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