JUKEBOX 005 – Gino Paoli, “Il cielo in una stanza”

1955.

Guerra fredda e minaccia nucleare tengono il mondo col fiato sospeso. Negli Stati Uniti, in Alabama, la quarantaduenne afroamericana Rosa Sparks rifiuta di cedere il suo posto in autobus ai bianchi. In Argentina un golpe militare rovescia il governo peronista. L’Italia è un paese povero e rurale, il boom economico è ancora lontanissimo e – specie dal centrosud – si emigra in massa in Germania. A capo del governo c’è il democristiano Antonio Segni. La televisione di stato è appena nata e il venerdì sera ci si riversa nei bar a vedere ‘Lascia o raddoppia?’. Un operaio guadagna circa 40 mila lire al mese, un biglietto del tram costa 25 lire. I bordelli sono ancora legali, le prostitute costituiscono il rito iniziatico della maggior parte dei maschi. Delle prostitute, all’epoca, ci si innamora. E di una prostituta se ne innamora il giovanissimo Gino Paoli, quando proprio nel 1955 entra in un bordello dal ‘soffitto viola’ e con un grammofono dove ‘suona un’armonica’ che ‘sembra un organo che vibra’….

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