Non voto

La cosa peggiore del governo Monti non sta nella linea politica che questo esecutivo ha deciso di adottare. E il punto non è nemmeno nella natura dei provvedimenti che sta mettendo in pratica, alcuni giusti, la maggior parte inevitabili, molti catastrofici.
La cosa più abominevole è che i medesimi catastrofici e inevitabili provvedimenti sarebbero stati avanzati sia dall’ex maggioranza sia dall’ex opposizione. In sostanza: il governo tecnico, nato come emergenza in una eccezionale e spaventosa situazione di crisi, si è ben presto trasformato in paravento e comodo nascondiglio per rendere effettive situazioni impopolari in cui nessuna forza politica avrebbe avuto il coraggio di metterci la faccia. Di fatto, il governo tecnico è diventato il modo migliore per sgravare le forze politiche di qualsiasi responsabilità e per permettere, sempre alle forze politiche, di presentarsi alle elezioni tra dodici mesi con una ritrovata e immacolata verginità.
Stando così le cose, visto che la politica dovrebbe essere anzitutto coraggio e assunzione di responsabilità, le legittime ragioni del non voto e dell’astensione salgono nel mio sangue in maniera a dir poco esponenziale.

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