Verità ultima

Sono un diseredato, un bifolco dalle mani pulite e sottili, un giovane vecchio che grida piano nel mercato variopinto dell’esistenza, senza avere quasi mai ragione. Ma benché infinite volte ferito, ansimante, moribondo, non sarò mai un’ombra che si spegne. I miei viaggi sono cieli stellati e serpenti in lotta da trasformare in libri al mio ritorno. E dopo l’ultima pagina, l’ultima riga, l’ultima parola, io sempre riparto vivo e vittorioso. E dentro quella vittoria, la gioia di aver creato un nuovo libro capace di respirare. E dentro quella gioia, ogni volta, ostacoli e battaglie e solitudine e pagine stracciate e buttate via. Ma non importa, la gioia ora è qui, presente, creata dal miracolo dei libri perché voi possiate viverla e dimenticarmi.
Dimenticatemi. I libri meravigliosi nascono soltanto nel buio, nel silenzio immobile e muto e cieco in cui l’ordine e il disordine di una storia sibilano e sanguinano e fanno impazzire, nel silenzio immobile e muto e cieco che nessuno saprà mai.
Dimenticatemi. Vivete quella gioia camminando ad occhi aperti, lasciandovi sorprendere dall’allegria di una pagina, dal dolore di un capitolo, dalla parola che di colpo scoperchia e distrugge il cassetto del vostro vissuto. Vivete, siate felici, rispettate sempre quel silenzio immobile in cui tutto ebbe inizio e dimenticatemi.
Dimenticatemi. Sappiate solo che in ogni libro c’è una pagina che nessuno capisce mai e a cui nessuno fa mai caso, la più bianca, la più inutile, la più insignificante. Eppure è proprio per quella pagina che tutto è stato scritto. Perché non riusciamo a vederla? Vi lascio con questa domanda, una domanda che forse vi farà ancora pensare a me se e mentre cercherete la risposta. Cercatela, trovatela, ma poi dimenticatemi davvero: dimenticatemi e amate solo il suono e l’odore del vostro respiro tra le parole delle mie storie.

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