Il mio udito ritardato

Devo capire se è una sindrome conosciuta in ambito medico, se magari Luciano Onder ne ha già parlato in qualche puntata di Medicina 33, oppure se è una patologia oscura ancora tutta da scoprire. Fatto sta che io ho l’UDITO RITARDATO. Non sono sordo, né ci sento meno del normale: è solo che le parole mi arrivano in leggero ritardo, come se nel tragitto dalla bocca di chi mi parla al mio orecchio, suoni e parole facessero una leggera deviazione, una curva supplementare, un’evoluzione imprevista e ci impiegassero qualche istante in più del normale. L’udito ritardato, appunto. Questo mi capita soprattutto, e quasi sempre, nelle conversazioni a due, specie se l’interlocutore o l’interlocutrice sta a una distanza minima da me. La situazione tipo è la seguente: l’interlocutore o l’interlocutrice X mi chiede qualcosa, tipo, che ne so: “Sei stanco?”, e io che ho visto muoversi le sue labbra, quindi so che mi ha chiesto qualcosa ma non ho capito niente, perché non ho proprio sentito niente, faccio “Eh?”. A questo punto l’interlocutore o l’interlocutrice apre nuovamente la bocca e si appresta a ripetere la domanda, ma io non glie ne do tempo, perché nel frattempo le sue parole sono già arrivate al mio orecchio e io ho capito e sentito tutto, anche se in ritardo. Così rispondo “Sì, un po’ stanco…”, proprio mentre lui o lei sta per ripetermi “Sei stanco?”. A volte addirittura la mia voce si sovrappone alla sua, così io dico ‘sì, sono stanco’ mentre lui o lei ripete ‘sei stanco?’, e magari non capisco (stavolta non per l’udito ritardato, ma proprio perché la mia voce ha coperto la sua) se ha ripetuto la domanda o mi ha chiesto un’altra cosa, così ripeto “Eh?”, e la conversazione diventa paradossale e ai limiti del possibile. Insomma, una noia. Ma c’è di più: a qualcuno sta storia qua dà proprio fastidio. Più di una persona, negli anni, mi ha rimproverato dicendo “ma perché fai finta di non sentire le cose?”. Giuro che non faccio finta, ho l’udito ritardato, tutto qui. Ho provato a spiegare, ma quasi nessuno sembra voler capire. Anzi, scuotono la testa, si esibiscono in ‘mah’ lunghi come autostrade e alla fine, specie le donne, commentano: “quando fai così non ti sopporto”. Una ragazza, tempo fa, con sta storia qua ci si era letteralmente intestardita. “Sei insopportabile”, diceva. Io le dicevo: “comprendo il fastidio, ma ti assicuro, lì per lì non capisco, ma poi le parole mi arrivano, giuro!”. Non ci ha mai creduto. Anzi a ogni mia spiegazione opponeva un definitivo “Non è possibile, tu fai così per darti un tono, per fare il personaggio!”. Il darmi un tono e fare il personaggio, per lei consisteva nel fatto che, nel chiedere ‘eh?’, mi sporgessi in avanti con la testa sollevando il mento e strizzando gli occhi. Anche qui: giuro che non era una postura calcolata, era il riflesso naturale, il movimento corporeo conseguente all’udito ritardato. Non so che altro dire. Se qualcuno, medico o paramedico, ne sapesse qualcosa di più, si faccia vivo. Ho bisogno di carte, documenti, diagnosi che dimostrino al mondo intero la mia buona fede e l’esistenza dell’udito ritardato. Nel frattempo, chiedo scusa. Scusa a quella ragazza, a tutti quelli che mi hanno rimproverato, scusa anche a tutti quanti voi, che magari l’avete notato, vi ha infastidito o vi ha lasciato perplessi ma non avete avuto il coraggio di dirmelo. Scusate davvero, ma non posso farci niente. Sapete com’è, ho l’udito ritardato….

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