Elezioni regionali e 10 nuove domande indignate

Dopo mesi che non scrivo più una riga di politica (silenzio di certo non voluto, ma costretto dall’indignazione crescente), oggi guardo ed esamino gonfio di rabbia e sconforto i risultati elettorali dell’ultima tornata regionale.
Allibisco. E non ho uno straccio di risposta o certezza. Solo domande. Milioni di domande che cerco di sintetizzare nelle dieci che seguono.

1. CAMPAGNA ELETTORALE? Onorevoli tutti, dirigenti e segretari nazionali e locali, iscritti a qualsiasi partito, militanti, semplici simpatizzanti, mi rivolgo a voi. Ma si può chiamare lo strazio cui abbiamo assistito nell’ultimo mese “campagna elettorale”? Non so voi, ma io ho un’idea ben diversa della “campagna elettorale”. Comizi nelle piazze, confronti in televisione, approfondimento sui giornali, alla radio. Proposte. Soprattutto proposte, specie quando è chiamato direttamente in causa il territorio. Ora vi chiedo: dov’erano i comizi? Chi erano i candidati? Perché la gente non ha avuto modo di vederli, apprezzarli, detestarli, sceglierli o respingerli? Dov’erano i dibattiti in tv? Perché in nome della par condicio si è permesso di oscurare qualsiasi programma televisivo di approfondimento? Non so voi, ma io a questo nulla, a questo tetro silenzio, avrei preferito anche il più becero dei Vespa. E poi, non vi sembra una colossale ipocrisia sbandierare la par condicio e l’equità d’informazione per un mese di campagna elettorale in un paese dove, per dodici mesi all’anno, il Presidente del Consiglio è proprietario dell’80% dell’informazione cartacea e televisiva? E i temi? Quali erano, esattamente, i programmi delle coalizioni in campo? Cosa proponevano? Perché non si è parlato di lavoro, di precariato, di sicurezza, di ricerca, di salari, di economia? Perché nonostante tutto questo, ancora, vi presentate alle prime proiezioni con la faccia verde a denunciare sconvolti l’aumento dell’astensionismo? Perché non riuscite a fare un sano esame di coscienza e non provate a pensare che, forse, questa disaffezione, è colpa anche della vostra distanza siderale dal paese reale?
2. COMIZIO O RINNOVO DELLE PROMESSE BATTESIMALI? Militanti, elettori e simpatizzanti del Popolo delle Libertà, vi faccio questa domanda davvero senza alcuna ironia: ma voi davvero riuscite a prendere seriamente i comizi di Berlusconi oppure lo seguite soltanto perché siete tutti fan sfegatati della goliardia più ripugnante? Ma vi rendete conto che il vostro leader vi tratta come ragazzini che devono fare la cresima? Vi rendete conto che a Piazza San Giovanni non ha fatto un comizio, ma vi ha chiesto di giurare fedeltà al suo credo, alla sua persona, al suo esistere a prescindere da tutto? Vi rendete conto che siete andati lì a migliaia solo per un rinnovo delle promesse battesimali?
3. BERLUSCONI O MOANA POZZI? Pensavo che la demagogia populista di Berlusconi avesse già raggiunto livelli eccelsi con i celeberrimi cartelli “Meno tasse per tutti”, e che avesse toccato il massimo insuperabile con le canzoni “Meno male che Silvio c’è” e “La pace può”. Invece lo slogan del PdL per le regionali, a mio avviso ha sbaragliato tutto e tutti: “Scegli l’amore”. E pensare che quando negli anni Ottanta con uno slogan simile si presentò alle elezioni Moana Pozzi si gridò allo scandalo. Quindi questa domanda la rivolgo, di nuovo, a tutti gli elettori del PdL: ma vi rendete conto??
4. MA IL POPOLO HA SEMPRE RAGIONE? Dirigenti e capilista e capoccia vari del centrosinistra, ma secondo voi davvero il popolo ha sempre ragione? Davvero secondo voi se il popolo sceglie, per l’ennesima volta, il centrodestra, ha ragione? Non può essere che il popolo si sbagli? Non può essere che se sceglie il centrodestra è anche perché non trova nulla dall’altra parte? Perché vi ostinate a rincorrere Berlusconi e compagnia bella? Perché non riuscite a proporvi REALMENTE come un’alternativa? Perché volete essere a tutti i costi la brutta copia di Berlusconi? Voi, tra l’originale e la brutta copia, chi scegliereste?
5. ABBIAMO VINTO? Cari dirigenti e capilista e capoccia del centrosinistra, ancora una domanda per voi: ma perché non riuscite ad essere onesti? Che gusto perverso ci può essere a ingannare chi vi ha votato onestamente e coscienziosamente? Perché ieri sera avete urlato alla vittoria? Di quale vittoria parlavate? Di quella del ’96? Le due regioni chiave erano Lazio e Piemonte, e sono state perdute entrambe. Il centrosinistra governava in 11 regioni, oggi governa in 7, di cui almeno 4 roccaforti storiche dal ’48 (e anche in queste roccaforti, avete visto le percentuali della Lega Nord?). Adesso, qualcuno mi potrebbe spiegare dove sarebbe la vittoria? Perché non ammettere onestamente che si è trattato dell’ennesima, clamorosa sconfitta? Vi rendete conto che parlare di vittoria in simili condizioni suona un po’ ridicolo?
6. PERCHE’ NON DIMENTICHIAMO I GUAI GIUDIZIARI DI BERLUSCONI? Cari dirigenti e capilista e capoccia del centrosinistra, ancora a voi mi rivolgo. Non sarebbe il caso di farla finita con i processi a carico di Silvio Berlusconi? Perché non ce ne freghiamo? Lasciamolo stare. Va bene, ha costruito un impero illegalmente. Ma freghiamocene. Un vecchio adagio diceva che la vita è fatta di priorità. Ecco, adesso le priorità del paese sono altre. Cari dirigenti del PD, c’è una crisi economica senza precedenti, la gente non arriva a fine mese, ve ne siete accorti? Perché in questa campagna elettorale non è stata spesa una parola a riguardo? Cari dirigenti del PD, nel 2010 si muore ancora sul lavoro, ve ne siete accorti? Cari dirigenti del PD, le imprese falliscono, i licenziamenti moltiplicano, i precari restano precari a vita, ve ne siete accorti? Cari dirigenti del PD, la gente ha paura, ve ne siete accorti? Perché non lasciamo stare per un po’ i tremila processi di Berlusconi e ci dedichiamo a quest’altre problematiche? Ma la forza della sinistra non era da sempre la partecipazione, la vicinanza alla gente e ai suoi problemi? Che ne è di tutto questo?
7. LA COMUNE DI PARIGI RISALE AL 1871. O SBAGLIO? Cari Ferrero, Diliberto, capilista e capoccia di Rifondazione e Comunisti Italiani, le barricate parigine dei comunardi sono lontane, lontanissime. Il mondo da allora è cambiato. Perché il vostro linguaggio resta sempre lo stesso? Perché non riuscite a comprendere che la gente non vi capisce più? Vi siete resi conto che nel ’96 Rifondazione era all’8% e oggi non supera il 2,5? Perché mi intasate la mail con newsletter su iniziative sulla Rivoluzione Cubana? Tutto il rispetto per Cuba. Ma ci sono emergenze impellenti, odierne, vicinissime, che vanno fronteggiate. Perché vi siete allontanati dalle fabbriche, dagli operai? Perché l’avete lasciate alla Lega? Perché non si riesce a costruire una sinistra vera, contemporanea, che combatta seriamente il precariato, che difenda realmente le classi sociali basse, i redditi, i salari?
8. CASINI? Scusate, dirigenti e capilista e capoccia del PD, torno ancora a voi: ma perché Casini? Che c’entra Casini con la sinistra? Che c’entra Casini con il centrosinistra? Che c’entra Casini con il laicismo? Ma perché questa smania di allearsi con l’UDC? Ma la politica è davvero soltanto somma di voti? Le idee, gli ideali, i principi, che fine hanno fatto? Perché volete essere a tutti i costi squallidi? E poi, ma vi siete resi conto che l’alleanza con Casini non ha prodotto nessuna vittoria importante? Vi siete resi conto che la gente non ha capito?
9. IN PUGLIA HA VINTO IL PD? Perché continuate a dire che il PD ha vinto in Puglia? Vi siete resi conto o no che in quella regione si è trattato esclusivamente di un successo personale di Niki Vendola, del suo carisma, delle sue idee, della sua bravura e della sua onestà? Vi siete resi conto che se si è conservata la Puglia è solo perché Vendola contro tutto e tutti vi ha imposto le primarie? Vi siete resi conto che se fosse stato per voi, dirigenti e capilista e capoccia del PD, Vendola lo avreste candidato soltanto alle regionali del Burkina Fasu? Vi siete resi conto che avete rischiato di bruciare per sempre uno dei pochissimi politici validi e capaci che rimangono in questo tetro panorama nazionale? Ma perché, perché ci ostiniamo a giocare sempre al ribasso?
10. EMIGRARE?

L’ultima domanda, ovviamente, non ha bisogno di ulteriori commenti.
Amen.

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